Apertamente

di Daniela Piazzalunga da LaVoce.info del 20/12/2016 - L’Italia continua a non brillare nelle classifiche sulla parità di genere. Il tasso di attività femminile è basso rispetto alla media europea. E gli stipendi annuali delle lavoratrici sono nettamente inferiori a quelli degli uomini. L’importanza delle politiche di conciliazione lavoro-famiglia. I numeri in Europa e in Italia. La buona notizia è che l’Europa occidentale è la regione al mondo più vicina alla parità di genere, superando anche il Nord America, con un gap complessivo da colmare di “solo” il 25 per cento, secondo il Global Gender Gap Report, pubblicato ogni anno dal World Economic Forum.

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News - Economia

da Sbilanciamoci.info del 19/12/2016 -  La politica italiana per il contrasto ai cambiamenti climatici appare poco convinta se si considera la scarsità di risorse e di strumenti a disposizione e la poca attenzione dedicata a coerenti scelte energetiche. Le proposte di Sbilanciamoci! La politica del nostro Paese per il contrasto ai cambiamenti climatici, in attuazione dello storico Accordo di Parigi, appare poco convinta se si considera la scarsità di risorse e di strumenti a disposizione previsti nel Disegno di Legge di Bilancio 2017 (AC 4127-bis) e la poca attenzione dedicate a coerenti scelte energetiche.

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News - Mondo

di Stefano Pizzin del 9/12/2016 - 23 ottobre, Budapest, piazza Kossuth, si commemora l'insurrezione ungherese del 1956 sedata nel sangue dai carri armati sovietici, a prendere la parola è il primo ministro Viktor Orban, il capo del partito di destra Fidesz, l'uomo che ha stravinto le ultime elezioni politiche, controlla il Parlamento, la stampa, l'economia e tutte le istituzioni del Paese. Inizia a ricordare le vittime della rivolta, esalta l'orgoglio nazionale, sfuma sul ruolo dei sovietici, dovendo gestire i suoi buoni rapporti con la Russia di Putin e, infine, parte con uno dei suoi cavalli di battaglia: l'invettiva contro l'Unione europea.

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News - Europa

di Luisa Chiodi, Marzia Bona da Affari Internazionali del 05/12/2016 - Nonostante le rassicurazioni dei leader della regione circa l’impegno dei rispettivi Paesi a proseguire il cammino europeo e le dichiarazioni dei vertici europei, il referendum per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, Ue, ha aumentato l’incertezza sul futuro dei Balcani occidentali. La partita dell’integrazione europea si gioca ormai a livello politico mentre l’istituzionalizzazione del processo garantita dal lavoro della Commissione europea ne garantisce solo la prosecuzione tecnica nel medio periodo.

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News - Europa

di Guglielmo Ragozzino da Sbilanciamoci.info del 6/12/2016 - All’inizio del XX secolo il maggior problema ambientale di Londra, la città più grande e moderna del mondo non era lo smog o il Tamigi torbido e maleodorante per gli scarichi dell’industria, ma era lo sterco lasciato in strada dai trecentomila cavalli presenti in città. La città d’altro canto funzionava per merito dei cavalli. Senza di essi la metropoli, con i suoi dieci milioni di abitanti non sarebbe nata. La notazione-cavalli è di The Economist che la pone in apertura della sezione The burning question Climate change in the Trump era,dal titolo A Special Report on the Oil Industry.

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News - Mondo

di Piero David da LaVoce.info del 20/12/2016 - I risultati del referendum costituzionale sono legati più a ragioni politiche e sociali che a valutazioni sul merito della riforma: un segnale importante per le forze politiche. Analisi di un voto disomogeneo territorialmente e socialmente, influenzato dalla condizione occupazionale e reddituale. Il “no” degli esclusi. Il voto referendario, anche per la semplicità di espressione, è strettamente legato alle condizioni materiali degli elettori e alla percezione delle loro prospettive future. Se infatti incrociamo i risultati del referendum costituzionale con gli ultimi indicatori di povertà o esclusione sociale pubblicati dall’Istat nel Rapporto sulle condizioni di vita e reddito, emerge uno stretto legame tra l’indicatore rischio di povertà o esclusione sociale e il no al referendum.

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News - Italia

di Marta Fana su MicroMega del 20/12/2016 - Caro Ministro Poletti, le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano. Siamo quelli per cui il Novecento è anche un patrimonio cinematografico invidiabile, che non inseguiva necessariamente i botteghini della distribuzione di massa, e lì imparammo che le parole sono importanti, e lei non parla bene. Non da oggi. A mia memoria da quando il 29 novembre 2014 iniziò a dare i numeri sul mercato del lavoro, dimenticandosi tutti quei licenziamenti che i lavoratori italiani, giovani e non, portavano a casa la sera. Continuò a parlare male quando in un dibattito in cui ci trovammo allo stesso tavolo dichiarò di essere “il ministro del lavoro per le imprese”, era il 18 aprile del 2016.

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News - Europa

di Franco Belci del 9/12/2016 - Prima e dopo l’esito del referendum alcuni esponenti del PD, a livello nazionale e locale, hanno sollecitato la dirigenza nazionale del proprio partito a creare le condizioni per una rinnovata alleanza di centrosinistra. Sono convinto anch’io che si tratti dell’unica prospettiva politica capace di dare una direzione di marcia allo sviluppo, di produrre coesione nel Paese, di ridurre le fratture, di recuperare una parte dell’astensionismo. Occorre tuttavia essere consapevoli che una stagione del centro sinistra è finita e molti dei soggetti che ne sono stati protagonisti si sono disgregati o hanno imboccato altre strade. Per ricostruire un’alleanza è dunque indispensabile una profonda riflessione nell’uno e nell’altro campo, che parta da un presupposto: la Sinistra è da tempo in crisi di identità, in Italia come in Europa.

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News - Italia

di Giovanni Siciliano da lavoce.info del 7/12/2016 - Una eventuale uscita dell’Italia dall’euro avrebbe gravi conseguenze. Gli investitori esteri abbandonerebbero il nostro paese e si avrebbe una forte riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con effetti su consumi e attività produttiva. Scenari peggiori con la dissoluzione della moneta unica. I pericoli della fase transitoria. La vittoria del “No” nel referendum sulla riforma costituzionale – che, tra l’altro, rafforza i movimenti anti-establishment – e prima ancora l’esito della consultazione sulla Brexit riportano alla ribalta la richiesta di alcuni settori politici di un’uscita del nostro paese dall’euro.

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News - Europa

di Fausto Pellecchia da MicroMega del 9/12/2016 - Nella crisi della democrazia che stiamo vivendo, l’adesione politica ai partiti e agli schieramenti che muovono la macchina elettorale, sta diventando sempre più cieca e ideologica - nel significato tecnico di “falsa coscienza” introdotto dal marxismo. Anche grazie alla manipolazione promossa dagli opinion maker della grande stampa, fede politica e tifo calcistico mostrano inquietanti analogie. Se, ad esempio, la Juventus, da un anno all’altro, cambiasse tutti i suoi calciatori e il trainer (eventualità che il calcio-mercato ha reso tutt’altro che impossibile), adottando peraltro il modulo di gioco della Roma, non per questo i tifosi romanisti passerebbero alla Juventus né quelli della Juventus alla squadra capitolina.

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