Apertamente

di Roberto Fieschi da Striscia Rossa del 26/1/2019 - La tragedia del secolo scorso, la Shoah, non ha solo messo in luce le responsabilità degli Himmler, degli Eichmann, dei criminali nazisti e di chi con loro ha collaborato (durante il Terzo Reich si valutano oltre 15 milioni di vittime: 6 milioni gli ebrei, ovvero i 2/3 degli ebrei d’Europa).  Ha fatto emergere anche le debolezze, gli egoismi, a volte la viltà degli stati, dei governanti e di molte persone dei Paesi democratici che combattevano il nazismo. Di fronte al rigurgito di razzismo attuale, sia pure di piccoli gruppi di estremisti, e di fronte al diffuso sentimento di ostilità verso chi, fuggendo da guerre e fame, cerca ospitalità, vale la pena di fare un riesame autocritico di quanto accadde a cavallo degli anni Quaranta del secolo scorso.
Riprendo da appunti pubblicati anni fa.

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News - Mondo

di Božidar Stanišić da Balcani Caucaso del 25/01/2019 - Il pogrom degli ebrei belgradesi negli occhi e nelle parole di una bambina della stessa età di Anna Frank. Relly Alfandari e il suo libro autobiografico “ È stato solo un picnic”. Il libro autobiografico di Relly Alfandari Pardo “To je bio samo piknik” [È stato solo un picnic], originariamente scritto in francese, è uscito nel 2014 in versione serba per i tipi della casa editrice belgradese Službeni glasnik, nella bella e scorrevole traduzione di Radmila Šuljagić. Ho letto questo straordinario contributo alla memoria dell’umanità all’inizio dell’anno scorso. Con ritardo, si direbbe. Ma le mie numerose osservazioni, annotate su quasi ogni pagina del libro, sono ancora attuali. Sull’ultima pagina ho scritto: “Un libro della paura e della speranza, un libro della fiducia nella vittoria del bene sul male”. Aggiungendo: “Anna Frank e Relly sono nate nello stesso anno, il 1929”.

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News - Europa

di Andrea Stocchetti e Francesco Zirpoli da LaVoce.info del 15/1/2019 - La produzione di auto in Europa è destinata a scendere ancora. Quali saranno le conseguenze per l’Italia? Il nostro paese è in una situazione migliore di altri per il graduale spostamento verso produzioni di fascia più alta. Ma ha anche due debolezze. Una produzione destinata a scendere ancora. Il calo della produzione nel settore auto non è sorprendente per gli addetti ai lavori e non cambia lo scenario che già da tempo si prospetta per l’automotive in Italia e in Europa. La produzione italiana di auto, peraltro, è oggi su livelli superiori al minimo storico registrato nel 2014, quando era scesa sotto al mezzo milione di unità.

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News - Economia

di Rinaldo Gianola da Striscia Rossa del 14/1/2019 - Dopo poco più di sei mesi di governo, Lega e grillini stanno riportando il Paese in recessione. Lo dicono i dati della produzione industriale, il rallentamento del Pil, la caduta dell’occupazione, la preoccupazione diffusa delle imprese e del mondo del lavoro. Nemmeno la legge di Bilancio, appena approvata, offre serenità alla maggioranza perché contestata da più parti. I sindaci sono sul piede di guerra e rivogliono i fondi tagliati; i sindacati confederali hanno annunciato la mobilitazione; l’Europa ci osserva con apprensione come un malato grave che non vuole curarsi.

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News - Italia

di Davide Strukelj del 7/1/2019 - Scrive l'Asquini circa le origini di Monfalcone: "Se dar fede dovessimo alla Tradizione, che correva pochi secoli or sono in questo paese, ed anche ad alcune scritture, che ci sono restate, dovremmo ancora credere, che questo Territorio fosse uno de' primi luoghi del Mondo abitati dopo l'universale Diluvio". Aggiunge poi che diverse fonti storiche "sono di opinione, che Noè cent'anni incirca dopo detto Diluvio vi mandasse una Colonia di Abitatori sotto la condotta di Giafet suo figliolo maggiore" il quale approdò proprio nei pressi della foce del Timavo. Ora, poiché il monte Ararat si trova in Turchia ai confini con l'Armenia, non ci resta che concludere che secondo l'Asquini i Monfalconesi sarebbero di antica origine mediorientale.

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News - Italia

di Alessandro Campi da Italiani Europei del 15/1/2019 - La crescita del sentimento antieuropeo, testimoniata dalla forza che hanno ormai raggiunto nei diversi paesi del continente i partiti che lo interpretano e lo cavalcano elettoralmente, difficilmente potrà es­sere arginata senza prima aver preso coscienza dei numerosi fattori – storici, culturali, economici e naturalmente politici – che sono alla base di tale crescita. È infatti la crisi del progetto di unificazione europea, per come esso si è sviluppato nell’arco degli ultimi quindici anni, all’interno di un contesto storico radicalmente mutato rispetto a quello in cui si era originato, ad aver determinato l’aumento della disaffezione/delusione dei cittadini nei confronti dell’Europa, non viceversa. Bisogna dunque partire dalle cause, non dagli effetti o dai sintomi.

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News - Europa

di Davide Strukelj del 17/1/2019 - Assistiamo in questi ultimi anni ad una progressiva affermazione del populismo e al suo sdoganamento a pratica politica comune, o addirittura ad archetipo, in quanto “figlio dei tempi”. Le domande che dovremmo porci come cittadini, altro termine che sta vivendo una nuova e spensierata giovinezza e sul quale meriterebbe invece di ragionare più approfonditamente, non possono però riguardare solo la liceità del populismo in sé, ma dovrebbero indagare anche l’efficacia di tale movimento culturale e politico dal punto di vista del servizio che il governo della pubblica amministrazione deve rendere allo Stato ed ai cittadini medesimi.

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News - Italia

di  Davide Sighele da Balcani Caucaso del 07/01/2019 - Un romanzo che profuma dell'entroterra istriano, che non dimentica il tragico '900 e che racconta la determinazione di chi sa mettere radici. Una recensione all'ultimo libro di Angelo Floramo. Si è catturati inesorabilmente da questo libro se si appartiene a tre categorie. Se si è figli, e questa è condizione di tutti; se si è padri (o forse madri, ma di questo non posso essere certo) e se si è appassionati dell'Europa dell'est. Forse però è sbagliato definire categorie per parlare di “La veglia di Ljuba”, l'ultimo romanzo di Angelo Floramo, edito da Bottega Errante Edizioni. Piuttosto ha senso parlare di appartenenze. Perché è un romanzo che, almeno per quanto mi riguarda, è riuscito a sollevare l'intimità dell'essere figli, dell'essere padri, del viaggiare.
Non ho dubbi che per altri potrebbe smuovere i forti sentimenti del rapporto di coppia oppure quelli dell'impegno politico e sociale.

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News - Cultura

di Stefania Limiti da MicroMega del 16/1/2019 - Il delitto politico più importante del Novecento italiano porta i segni di un’azione perfetta per deviare il corso degli eventi: nella scelta dell’obiettivo, nelle sue modalità di realizzazione, nella scenografia, nei personaggi principali e nelle comparse. Pubblichiamo la postazione di Stefania Limiti al volume “Italia Occulta” di Giuliano Turone, in questi giorni in libreria edito da Chiarelettere. Il momento giusto. Il caso Moro è il paradigma, il miglior modello della destabilizzazione. L’archetipo, direbbe lo psicanalista. Il delitto politico più importante del Novecento italiano, infatti, porta i segni di un’azione perfetta per deviare il corso degli eventi: nella scelta dell’obiettivo, nelle sue modalità di realizzazione, nella scenografia, nei personaggi principali e nelle comparse.

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News - Italia

di Domenico Fargnoli da Left del 4/1/2019 - In un articolo apparso su Left il 20 dicembre 2018 dal titolo “Tutta colpa di Satana” Emanuela Provera e Federico Tulli riportano la convinzione di Cristiano Ceresani il capo di gabinetto del ministro della Famiglia, secondo il quale «c’è Satana dietro il riscaldamento globale». Quella che potrebbe sembrare una battuta con allusione alle fiamme dell’inferno, in realtà va considerata una «interpretazione delirante» come insegna la psicopatologia. “Interpretazione” in quanto l’entità sovrannaturale, Satana, viene scoperta nell’ambito del rapporto uomo-natura e non nel rapporto con gli esseri umani nel qual caso sarebbe stata «percezione delirante».

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