Apertamente

di Carlo Scarpa da LaVoce.info del 20/7/2018 - Quattordici mesi di commissariamento hanno permesso ad Alitalia di migliorare i suoi conti. Ora si tratta di decidere quale offerta accettare tra quelle presentate. Perché la compagnia non può più tornare nell’alveo pubblico, né formalmente né di fatto. Quattordici mesi di commissariamento. Ci risiamo: un altro governo che tiene alla italianità di Alitalia. Ne sentivamo proprio la mancanza. Ma vediamo qual è la situazione attuale della società. Da maggio 2017 (da più di un anno, quindi) Alitalia è gestita da un trio di commissari a nome del governo italiano. E al commissariamento si è arrivati dopo una ulteriore lunga crisi. Uscita dal perimetro pubblico nel 2009, Alitalia è stata nelle mani di investitori italiani prima e di Etihad poi, ma nessuno ha saputo trovare una strategia che le permettesse di stare a galla.

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News - Italia

di Enza Plotino da Striscia Rossa del 5/7/2018 - Perché intere comunità scappano dalle proprie terre, laddove sono nate, hanno fatto nascere i loro figli, hanno seppellito i loro cari? Le ragioni, ne abbiamo già parlato, sono molteplici e tutte distruttive a tal punto da rendere i luoghi natii delle trappole di morte.  L’accaparramento delle terre è una di queste ragioni. Il termine inglese, land grabbing è meno dirompente ma, il senso è lo stesso: un fenomeno economico impetuoso che ha dato vita a un flusso di investimenti e di capitali, soprattutto provenienti da paesi sviluppati o emergenti, finalizzato all’accaparramento di terreni agricoli nelle regioni del sud del mondo con la conseguenza di affamare e deportare intere comunità.

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News - Mondo

di Alessandro Rapezzi da Striscia Rossa del 21/07/2018 - Le politiche degli ultimi 15 anni hanno consolidato l’ideologia neoliberale nella quale merito e mercato diventano sinonimi: dal maestro unico, al taglio delle ore di laboratorio, dal blocco degli organici ATA, alla legge 107/2015, la cosiddetta Buona Scuola, che chiude il cerchio. Oggi, di fronte ad una regressione alfabetica di ampie fasce della popolazione, al persistere di elevatissimi tassi di dispersione e abbandono, alla difficoltà non risolta di tutte le transizioni che colpiscono i più deboli, alla priorità assoluta di costruire inclusione, integrazione e nuova cittadinanza, la Sinistra deve rimettere la scuola al centro della propria elaborazione politica.

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News - Italia

di Giovanna Faggionato da Lettera43 del 29/6/2028 - Palazzo Chigi si auto promuove per i risultati raggiunti nel consiglio europeo del 28 e 29 giugno. «Direi che abbiamo ottenuto l'80%, trattando con 28 Paesi», è il bilancio finale del primo ministro Giuseppe Conte. Poche ore prima, fonti del governo avevano spiegato che con Macron era stato raggiunto l'accordo al 100%, poi però c'è stata la mediazione con Viktor Orban. Ed è lì che sarebbe stata eliminata l'obbligatorietà dei ricollocamenti. Il premier Conte ha incassato l'inserimento nel documento finale di un principio politico: «un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri».

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News - Europa

di Dimitri Bettoni da BalcaniCaucaso.org del 27/06/2018 - Le elezioni del 24 giugno hanno dimostrato definitivamente che non basta un regolare svolgimento del voto a definire democratica la legittimazione del potere. Con le elezioni di domenica scorsa la Turchia ha concluso il suo ciclo di trasformazione non solo da repubblica parlamentare a presidenziale, ma soprattutto da paese democratico ad autoritario. Certamente il presidente Recep Tayyip Erdoğan gode di un ampio consenso popolare che l'ha portato ad essere il più votato tra i candidati alle elezioni presidenziali. Certamente il suo partito AKP resta il più votato, conquistando la maggioranza parlamentare grazie ad un sodalizio politico con il partito nazionalista MHP. Eppure tutto ciò non è sinonimo di democrazia.

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News - Europa

di Matteo Fago da Left del 21/7/2018 - Il compito della sinistra è prima di tutto comprendere. Capire perché una parte della popolazione italiana sta con Salvini e con il M5s. Comprendere qual è il pensiero per cui alcuni milioni di persone sono d’accordo con quello che fa Salvini e quello che fa Di Maio. Cosa pensano e cosa vedono queste persone. Qual è la situazione che vivono. Perché ritengono che lo Stato li debba aiutare con un reddito minimo garantito che prescinda da quello che fanno effettivamente. Perché quelle persone ritengono che sia giusto tenere in ostaggio navi con centinaia di persone a bordo, in evidente stato di necessità e in condizioni precarie, per usarle come merce di contrattazione con l’Europa.

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News - Mondo

di Maria Mantello da MicroMega del 18/07/2018 - Il 15 luglio 1938, il Manifesto degli scienziati razzisti o Manifesto della razza, faceva il suo pubblico esordio su Il Giornale d’Italia, che lo pubblicava anonimo in prima pagina sotto il titolo: Il fascismo e i problemi della razza, con questa introduzione: «Un gruppo di studiosi fascisti, docenti delle Università italiane e sotto l’egida del Ministero della cultura popolare ha fissato nei seguenti termini quella che è la posizione del fascismo nei confronti dei problemi della razza». A seguire il testo, che dopo avere inanellato una sequela di corbellerie anche storiche sull’incontaminata stirpe italica, arrivava a proclamare l’esistenza di «una pura razza italiana».

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News - Italia

di Ruth Tanner da BalcaniCaucaso.org del 03/07/2018 -  In Bosnia, paura e vergogna continuano a impedire alle donne di raccontare le violenze e le molestie subite – ma ci sono deboli segnali di cambiamento. Nermina non aveva mai sentito parlare di #MeToo quando i suoi amici le hanno chiesto qualcosa al riguardo. La maestra ventinovenne bosniaca non è una grande fan dei social e preferisce la calma e la tranquillità di Pinterest, al mondo irrequieto di Facebook. È stata però veloce a rispondere ai suoi amici, quando si sono chiesti per quale motivo ci è voluto così tanto tempo prima che le donne decidessero di parlare delle violenze e delle molestie. “È a causa della vergogna. Sono preoccupate di quello che la gente potrebbe dire”, ha detto.

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News - Europa

di Daniele Marantelli da Italiani Europei del 14/6/2018 -  Nell’autunno di dieci anni fa, la professoressa Anna Maria Testa mi propose di incontrare i suoi studenti di Linguaggi della comunicazione all’Università Bocconi. Conoscendo i miei rapporti con la Lega, mi chiese di invitare anche un loro esponente per rendere più interessante la lezione. Si sorprese un po’ quando le dissi che sarei andato con Matteo Salvini. Altri leghisti, Maroni, Calderoli, Giorgetti, svolgevano funzioni politiche più importanti. Con Maroni peraltro c’era e c’è un’amicizia solida. Con Giorgetti ho condiviso gioie e dolori stando in tribuna a tifare per il Varese calcio. Andai con Salvini. Nel dicembre 2008 incontrammo gli studenti, rispondemmo alle loro domande raccontando come comunicavamo le nostre idee e proposte.

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News - Italia

di Federico Fornaro da ArticoloUno MDP del 28/6/2018 - “Per vincere serve un’alternativa. Radicale. Quando tutto cambia devi cambiare tu. Serve studiare ancora, muovere dal pensiero, mescolare appartenenze e culture. Serve una forza, non la somma di pezzi sparsi, e quella sarà anche la via d’accesso per formare altre classi dirigenti. Ma infine serviranno umiltà e voglia di spendersi. Non è facile perché alle spalle abbiamo anni dominati dal culto opposto, meno vincoli e la subalternità a un capo. Però non è bastato e il racconto di questo tempo hanno finito per dettarlo gli altri. Adesso, alzando la testa, il prossimo viaggio dovremmo compierlo noi. E questo lo fai scegliendo i bagagli adatti. Magari non quelli di sempre, ma adatti. Solo così ci si alza e si va”.

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