Apertamente

di Giovanni Vale da Balcani Caucaso del 01/10/2018 - Nonostante sia ormai da tempo ufficialmente chiusa, la cosiddetta rotta balcanica continua ad essere attraversata dai migranti in cerca di uno sbocco verso i paesi Schengen. Due recenti casi di cronaca. Continua ad essere di grande attualità, in Croazia, il passaggio di migranti e rifugiati al confine croato-bosniaco, malgrado l’ufficiale chiusura della rotta balcanica. La settimana scorsa un fatto di cronaca ha ricordato quanto sia ancora fatale e pericolosa questa rotta migratoria, ormai lontana dai riflettori della stampa internazionale. Lunedì scorso, un cittadino siriano di 43 anni - che dalla Bosnia Erzegovina era entrato in Croazia per poi proseguire verso l’Europa occidentale - ha denunciato di essere stato separato da sua figlia di 5 anni, di cui ha perso le tracce.

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News - Europa

di Nicole Corritore da Balcani Caucaso del 23/10/2018 -  Manifestazioni di protesta dei cittadini, colonne di migranti che si incamminano verso il confine con la Croazia: a Bihać e Velika Kladuša, uno degli attuali punti di passaggio della rotta balcanica, la situazione sta diventando ogni giorno più difficile. Un'intervista a Silvia Maraone di Ipsia, che sta seguendo la situazione sul campo. Tra sabato e ieri la popolazione di Bihać è scesa in piazza per protestare in relazione alla situazione dei migranti bloccati qui da mesi. Cosa è accaduto?
Quello che sta accadendo in questi ultimi giorni è conseguenza di una situazione che si protrae, appunto, da mesi. Le manifestazioni di questi giorni rappresentano la prima grande protesta di piazza dei cittadini di Bihać dopo le elezioni. Non è stata una manifestazione politica ma convocata da diversi cittadini e associazioni e che ha visto la partecipazione di alcuni membri del consiglio comunale.

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News - Europa

di Roberto Roscani da Strisciarossa del 3/10/2018 - L’anniversario “tondo” è passato da poco eppure non se ne è parlato molto. Ottant’anni fa, il 5 settembre del 1938 il Re firmava a San Rossore (che è esattamente quel sintomo di imbarazzo e vergogna che avrebbe dovuto provare) le leggi razziste. Con una rapidità apparentemente straordinaria in pochi mesi di quel 1938 si era chiuso il cerchio dell’antisemitismo fascista che aveva radici profonde e autonome nel pensiero di Mussolini e che non è relegabile alla categoria del “servo encomio” verso l’alleato nazista, come per qualche decennio ha fatto comodo credere. Le leggi contenevano misure durissime contro la comunità ebraica italiana, sostanzialmente la cancellavano dalla collettività nazionale se non dal genere umano.

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News - Mondo

di Claudio Mezzanzanica da Sbilanciamoci.info del 3/10/2018 - Gli ultimi dati Istat, letti attentamente, mostrano come la disoccupazione in Italia non stia affatto diminuendo. Si occulta, come la povertà. Aumenta invece la precarizzazione, contratti anche di pochi giorni, i lavoretti dei Libretti con cui Gentiloni di fatto ha reintrodotto i voucher, e gli scoraggiati. La disoccupazione in Italia non sta diminuendo. La si occulta. Siamo in sintonia con chi ha sconfitto la povertà. I dati Istat pubblicati martedì scorso infatti, dicono ben altro rispetto a quanto pubblicato su numerosi siti web.

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News - Italia

di Paolo Soldini da Strisciarossa del 22/9/2018 - Steve Bannon ha preso casa nella tana del lupo, a Bruxelles,  e ha messo su la sua “cosa”. L’ha chiamata, con studiata vaghezza, The Moviment e ne ha affidato la guida a Mischaël Modrikamen, un oscuro avvocato belga specializzato in cause contro le banche e fondatore di un altrettanto oscuro Parti Populaire (Personenpartij in neerlandese: partito delle persone) che si autocolloca alla destra della destra più destra. Non si sa se agli aderenti a The Moviment venga consegnata una tessera. Se sì, una delle prime porta il nome di Matteo Salvini. L’adesione del factotum del governo italiano sarebbe stata perfezionata il 7 settembre, una settimana esatta dopo lo “storico” vertice con Orban a Milano, in un incontro a tre testimoniato da una foto prontamente messa in rete da Modrikamen e accompagnata dall’orgogliosa rivendicazione del fatto che ora Salvini “è uno dei nostri”.

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News - Mondo

di Giovanni Vale da Balcani Causaco del 18/10/2018 -  Colline che si estendono al confine tra Italia e Slovenia, terrazzamenti e sentieri sterrati, luogo ideale del vino. Un’area un tempo divisa dalla Cortina di ferro oggi potrebbe unirsi simbolicamente. Guardando dall’alto le colline che si estendono a nord-ovest di Gorizia, al confine tra Italia e Slovenia, è difficile indovinare dove passi di preciso la linea che separa i due stati. Coperte da dolci terrazzamenti ed attraversate da sentieri sterrati, queste alture, celebri in entrambi i paesi per il vino che producono, portano un nome che è dovuto proprio alla loro forma, smussata dalla lunga azione degli agenti atmosferici: “Collio” ad ovest della frontiera e “Brda” ad est.

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News - Italia

di Simone Oggionni da ArticoloUNO MDP del 5/10>/2018 - Vincenzo Visco è una risorsa per la sinistra italiana. Soprattutto per la sinistra che verrà, quella che oggi non c’è ancora. Per quella sinistra che ha un progetto e prova a suggerire, nella confusione imperante, alcune idee chiare. All’inizio di settembre Visco ha scritto un documento corposo, “Tra presente, passato e futuro: contributo per una nuova sinistra”, che merita alcune sottolineature e – soprattutto – di trasformarsi in un pamphlet di ampia diffusione. Oggi occorrono analisi ben più che slogan. Pensieri lunghi ben più che scorciatoie politicistiche.

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News - Italia

di Cristina Carpinelli da Micromega del 27/9/2018 - Il libro di Daniele Stasi è una disamina critica delle radici storiche del nazionalismo antisemita polacco e delle cause che hanno prodotto un fenomeno così gravido di conseguenze, tanto da sentirne ancora oggi il peso. Certamente la Polonia è nei secoli cambiata. Tuttavia, tra i suoi diversi volti si sono prepotentemente riaffacciati alcuni fantasmi del passato. Ecco perché il libro di Stasi è utile per comprendere come mai ancora oggi in Polonia sia “difficile accettare del tutto i valori d’inclusione e democrazia che rappresentano un antidoto alle patologie da cui sono scaturite le guerre mondiali frutto dell’odio razziale, dello sciovinismo e del nazionalismo”.

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News - Europa

di Giovanni Vale Zagabria da Osservatorio Balcani Caucaso del 01/10/2018 - Nonostante sia ormai da tempo ufficialmente chiusa, la cosiddetta rotta balcanica continua ad essere attraversata dai migranti in cerca di uno sbocco verso i paesi Schengen. Due recenti casi di cronaca. Continua ad essere di grande attualità, in Croazia, il passaggio di migranti e rifugiati al confine croato-bosniaco, malgrado l’ufficiale chiusura della rotta balcanica. La settimana scorsa un fatto di cronaca ha ricordato quanto sia ancora fatale e pericolosa questa rotta migratoria, ormai lontana dai riflettori della stampa internazionale. Lunedì scorso, un cittadino siriano di 43 anni - che dalla Bosnia Erzegovina era entrato in Croazia per poi proseguire verso l’Europa occidentale - ha denunciato di essere stato separato da sua figlia di 5 anni, di cui ha perso le tracce.

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News - Mondo

di Sergio Zilli da storiastoriepn.it del 17/9/2018 - Nel settembre 1938 a Trieste Mussolini annunciava l’introduzione delle leggi razziali in Italia. Nel settembre 2018 il Comune di Trieste blocca una mostra sull’espulsione dei cittadini italiani di religione ebraica da una scuola triestina. Detta così, sembra una descrizione da un mondo parallelo, non quello della italica Repubblica, ma è la triste cronaca. Per circa un anno gli studenti della classe IV I del Liceo Petrarca di Trieste, all’interno di un progetto di alternanza scuola lavoro, hanno lavorato sotto la guida della docente Sabrina Benussi alla preparazione di una mostra documentaria sugli effetti delle leggi razziali (secondo la definizione ufficiale, ma chissà perché non le chiamiamo con il loro nome, razziste) sugli allievi della loro scuola ottanta anni prima.

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