Apertamente

di Marco Cucchini da LaVoce.info del 9/6/2017 - La legge elettorale in discussione in parlamento prevede il ritorno dei collegi uninominali seppure in un impianto complessivo di tipo proporzionale. Ma perché si crei un vero legame tra territorio, eletti ed elettori, servono alcuni accorgimenti. Candidati davvero locali . Se non interverranno colpi di scena, la riforma elettorale – “treno che si incaglia in tutte le stazioni” per citare Giovanni Sartori – sancirà il ritorno dei collegi uninominali, ancorché solo “simil-tedesco”, cioè solo per il 35 per cento dei seggi totali e con un impianto complessivo di tipo proporzionale. Si tratta di una svolta potenzialmente positiva: la rappresentanza articolata su aree ristrette e la necessità oggettiva per l’eletto di conoscere ogni borgo, fabbrica, associazione aiuta a rilegittimare la politica, purché si tenga conto di alcuni dettagli tecnici di importanza solo apparentemente secondaria.

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News - Italia

di Anna Donati da Sbilanciamoci.info del 9/6/2017 - Il nuovo testo approvato di recente ha complessivamente retto alla forza d’urto di chi voleva tornare ai vecchi sistemi, ma in diverse modifiche si leggono compromessi negativi ed arretramenti. Ecco quali, punto per punto. Il 20 maggio 2017 è entrato in funzione il Decreto correttivo ed integrativo del Codice Appalti vigente, con la pubblicazione del Dlgs 56/2017 sulla Gazzetta ufficiale n.103 del 5 maggio 2017. E’ stata una lunga gestazione, perché dopo pochi mesi dalla entrata in vigore del nuovo codice appalti ad aprile 2016, sono partite subito le polemiche per aver causato il blocco degli appalti, di essere troppo complesso, di avere un regime transitorio troppo breve: imprese, sindacati, concessionarie ed Enti Locali hanno chiesto fin da subito robuste modifiche.

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News - Economia

di Giacomo Pellini da Sbilanciamoci.info del 26/5/2017 - Per superare la crisi economica non basta solo abbandonare le politiche di austerità, bisogna ripensare il ruolo dello Stato. Presentati a Roma i risultati del progetto europeo ISIGrowth. “Non serve uno Stato che si limiti solo a correggere i problemi, ma uno Stato che abbia anche una visione del mondo e che investa. In poche parole, uno Stato Innovatore”. Parola di Marianna Mazzucato, autrice del libro Lo Stato Innovatore e docente di Economia dell’Innovazione presso l’Università del Sussex.

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News - Economia

di Salvatore Biasco da ItalianiEuropei del 22/5/2017 - L’affermarsi di una visione contrattualistica e privatistica del funzionamento e degli obiettivi delle imprese ha finito per abbracciare anche la visione dell’impresa pubblica, facendo sì, per quanto la riguarda, che il concetto di efficienza sociale lasciasse il passo a quello di efficienza privata. In questo modo, la funzione dell’impresa pubblica ha finito per essere spogliata di ogni ruolo sociale e i suoi obiettivi omologati a quelli diventati totalizzanti per l’impresa privata: la creazione di valore per gli azionisti. Ciò è avvenuto sull’assunto che la conduzione pubblica sia meno efficiente di quella privata; assunto che mantiene ampio credito nonostante l’evidenza empirica non lo comprovi. Invece, in una visione strategica di sviluppo del paese che le ricomprenda, le imprese pubbliche possono tornare a essere uno strumento importante di politica economica, come è evidente (in negativo) in alcuni recenti casi concreti.

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News - Cultura

di Giacomo Pellini da Sbilanciamoci.info del  11/5/2017 - Negli ultimi anni il processo di urbanizzazione e la dinamica espansiva di città e agglomerati urbani ha registrato un forte incremento. Il rapporto dell’Istat “Forme, livelli e dinamiche dell’urbanizzazione in Italia”
Negli ultimi anni il processo di urbanizzazione e la dinamica espansiva di città e agglomerati urbani non ha accennato a diminuire. Anzi, ha registrato un forte incremento. Questo è quello che sostiene l’ultimo rapporto dell’Istat, Forme, livelli e dinamiche dell’urbanizzazione in Italia, uno studio dettagliato che analizza l’evoluzione delle aree urbane in relazione ai fenomeni demografici, economici e sociali.

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News - Notizie

di Giuseppe Travaglini da Sbilanciamoci.info del 12/5/2017 - Dal 7 all’11 settembre 2015 è organizzata dall’Università di Urbino in collaborazione con Sbilanciamoci! la seconda edizione della scuola estiva. Un progetto culturale che ha l’obiettivo di ricondurre al centro del dibattito la riflessione ampia sui temi economici e sociali e, dunque, anche su quelli della politica. “L’economia com’è e come può cambiare” è la II edizione della Scuola Estiva organizzata dal Dipartimento di Economia Società Politica dell’Università di Urbino Carlo Bo, in collaborazione con Sbilanciamoci!, dal 7 all’11 settembre 2015. L’anno scorso ha avuto un grande successo, con 110 partecipanti da tutta Italia: studenti, dottorandi, persone impegnate nelle associazioni e nel sindacato, pensionati.

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News - Economia

di Francesco Giubileo da LaVoce.info del 9/6/2017 - Finiti gli sgravi contributivi, i contratti a tempo indeterminato sono crollati. Così il tempo determinato è oggi la formula contrattuale più utilizzata nelle nuove assunzioni. Sono gli effetti del decreto Poletti del 2014, che per questo va modificato. Contratti di lavoro nel 2016. A marzo del 2014, prima di diventare presidente dell’Inps, Tito Boeri nell’articolo “Per favore, cambiate quel decreto!” evidenziava i rischi, in termini di conseguenze sociali, dell’introduzione nella regolamentazione del mercato del lavoro italiano del cosiddetto “decreto Poletti” (decreto legge 20 marzo 2014, n. 34). Oggi quelle paure purtroppo sono confermate: anche senza affidarsi a complessi calcoli o stime, basta semplicemente osservare i dati sulle comunicazioni obbligatorie dal 2013 al 2016 elaborate dell’Osservatorio del precariato dell’Inps.

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News - Economia

di Ugo Arrigo da LaVoce.info del 23/5/2017 - Il fallimento di Alitalia arriva da lontano. Veti vari hanno impedito che funzionasse l’alleanza con Klm, specializzata sui voli internazionali. E dopo i soci privati hanno scelto di concentrarsi sul mercato domestico invece che sul lungo raggio. L’errore fondamentale. Alitalia è da almeno un ventennio un vettore fuori rotta. Il suo guaio è stato rimanere sulla stessa rotta dei tempi del monopolio quando invece occorreva modificarla radicalmente, dopo la liberalizzazione europea del mercato, l’arrivo dei vettori low-cost e del treno ad alta velocità.

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News - Italia

di Andrea Ciarini da ItalianiEuropei del 22/5/2017 - Dopo anni in cui è stata esplicitamente e con convinzione esclusa la possibilità di un benefico apporto pubblico alla crescita economica, si torna ora a riflettere sul ruolo dello Stato e delle sue leve strategiche di intervento per lo sviluppo e il riposizionamento del sistema produttivo nazionale. In questo quadro generale, però, ci si concentra prevalentemente sul ruolo che lo Stato può avere nel rilancio dell’industria e nella creazione di infrastrutture materiali, dimenticando quanto strategica potrebbe essere – e con un impatto sull’occupazione decisamente rilevante – l’azione pubblica nel comparto dei servizi sanitari e di welfare, che non ha subito alcuna flessione durante la crisi e che anzi si prevede crescerà sempre più in futuro in ragione delle dinamiche demografiche del paese.

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News - Economia

di Giorgio Ragazzi e Francesco Ramella da LaVoce.info del 9/5/2017 - L’Italia è di gran lunga prima tra i paesi europei per l’incidenza degli incentivi erogati alle rinnovabili in rapporto alla produzione totale di energia. Un primato che costa caro ai consumatori e alle imprese. Ed è frutto di politiche poco coerenti. L’Europa degli incentivi alle rinnovabili. Il rapporto del Ceer (Consiglio dei regolatori europei dell’energia), uscito pochi giorni fa, offre un interessante panorama sui sussidi concessi per promuovere le energie rinnovabili in ventisei paesi europei. L’Italia è di gran lunga la prima per l’incidenza degli incentivi erogati in rapporto alla produzione totale di energia: circa 44 euro a MWh (megawattora) contro una media, esclusa l’Italia, di 13,8 (tabella 1).

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