Apertamente

di Andrea Zambelli da EastJournal del 1/8/2019 - Nel discorso pubblico bosniaco odierno, due sono i periodi storici che godono di particolare attenzione: il medievale regno di Bosnia (1290-1463), e l’amministrazione asburgica dal 1878 al 1918. La seconda, in particolare, è stata il periodo di più rapida modernizzazione per il paese balcanico, dopo cinquecento anni di dominio ottomano. Illuminazione elettrica, tram, edifici in stile art-decò: il progetto dell’amministrazione asburgica era di trasformare Sarajevo da provinciale cittadina ottomana in fulgido esempio della modernità europea. La città doveva rappresentare in concreto, tramite lo stile architettonico neomoresco, l’ideologia nazionale del Bošnjaštvo, l’unità nazionale di tutti i popoli della Bosnia Erzegovina, propugnata dal governatore austro-ungarico Béni Kállay. L’eredità culturale asburgica resta una delle risorse turistiche della Bosnia Erzegovina odierna, e il suo recupero è esemplificato da ricostruzioni quali quella della Vijećnica, la biblioteca municipale, e del Museo Nazionale. Eppure, questo recupero culturale non è scevro da ombre: ne scrive Piro Rexhepi in un articolo per la rivista Intervention intitolato “The politics of postcolonial erasure in Sarajevo“.

La resurrezione dei luoghi dell’eredità asburgica, scrive Rexhepi, paradossalmente recupera istituzioni che erano un tempo l’incarnazione dell’espansione coloniale, sottolineando le contraddizioni del passaggio dall’Europa coloniale all’Unione europea post-coloniale, nella continuità del sistema capitalista. Tali marcatori territoriali diventano luoghi in cui si articola oggi la protesta, centrata attorno all’eredità del recente passato socialista.

E’ il caso della Vijećnica: ricostruita con fondi europei ed austriaci, fu riaperta in pompa magna il 28 giugno 2014 con un concerto della filarmonica di Vienna, come “dono dei cittadini europei al popolo di Sarajevo”. Ma dalla parte opposta del fiume Miljacka, un gruppo di giovani cittadini legati al movimento dei plenum protestava con maschere di Gavrilo Princip e slogan come “l’antimperialismo ha avuto inizio a Sarajevo”. Tra di loro, anche gli ex impiegati della biblioteca civica, contrari alla trasformazione dell’edificio da biblioteca pubblica in spazio privato per mostre ed eventi.

La Vijećnica, nata come edificio del governo comunale asburgico, era stata infatti resa spazio pubblico in epoca jugoslava. La sua ri-privatizzazione, nota Rexhepi, “indica un’inversione delle pratiche e delle promesse socialiste di decolonizzazione“. Un episodio di una tendenza più ampia, in cui il restauro di siti coloniali da parte degli ex colonizzatori si accompagna alla “cancellazione e banalizzazione delle storie di lotta collettiva e delle questioni di responsabilità politica”, secondo Araujo e Maeso. Nota Rexhepi che “i futuri imperiali sono adeguati per Sarajevo e l’Europa in una maniera che i futuri socialisti non sono”.

Nel secondo caso, quello del Museo Nazionale di Bosnia Erzegovina (Zemaljski Muzej), una campagna di sensibilizzazione pubblica era stata lanciata nel 2012-2013 con lo slogan “io sono il museo” (Ja sam Muzej) contro l’abbandono delle istituzioni culturali statali da parte dei partiti etnonazionalisti al potere. La campagna metteva al centro i lavoratori del museo e ne sottolineava l’aspetto di spazio pubblico.

Eppure, sostiene Rexhepi, dimenticava le origini e il contenuto coloniale del museo stesso, istituito dagli Asburgo come luogo di emanazione di una identità nazionale bosniaca post-ottomana e di sincronizzazione della nuova provincia imperiale con la storia europea. La mostra permanente, che ha superato pressoché indenni il settantennio jugoslavo e le tre decadi di guerra e dopoguerra, continua a nascondere il passato ottomano, inteso come incidente ed intrusione, secondo una prospettiva teleologica asburgica di “ritorno all’Europa” che ben si confà all’attuale discorso di integrazione europea della Bosnia Erzegovina indipendente.

Conclude Rexhepi che “re-situando Sarajevo lontano dal suo passato ottomano e socialista, l‘eredità coloniale asburgica è diventata una pertinente e potente narrativa nei processi di integrazione europea”, con parallelismi tra l’UE e gli Asburgo in cui “il passato coloniale è presentato come un futuro virtuoso“. Tale narrativa, tuttavia, non solo nega la storia coloniale della città, ma scollega l’Europa stessa dalla sua storia di conquista, colonialismo e razzismo, costruendo un discorso eurocentrico e neoliberale in cui “l’Europa si afferma come custode del passato e del presente di Sarajevo”.

News - Europa

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information