Apertamente

di Davide Strukelj del 10/09/2019 - Perché Dio chiese proprio ad un uomo, Noè, di salvare la vita sulla terra? Nella Bibbia, fonte inesauribile di spunti, si legge che  "Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che malefatte " (Genesi, 6, 5). Ma subito dopo, colpito dalla bontà e saggezza di Noè, gli ordinò: "Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina." (Genesi 6, 17-19). Forte della mia posizione privilegiata di ateo, leggo i sacri testi, quasi tutti, con una certa dose di interesse e curiosità. In fondo sono l'equivalente dei nostri saggi, ma scritti migliaia di anni fa ... insomma uno stato dell'arte sulle convinzioni e il pensiero del tempo che grazie alle religioni hanno avuto la buona sorte di sopravvivere fino a oggi. E questa è una discreta fortuna anche per noi.
Ho sempre immaginato che gli autori delle sacre scritture abbiano usato la parola di Dio come una sorta di citazione autorevole. In altri termini, potevano formulare delle ipotesi, e costruire delle tesi, che riferite quali parola dell’Altissimo assumevano una valenza di verità incontestabile, quasi fossero la citazione di un premio Nobel, e anche di più.
In questo modo si potevano permettere di enunciare verità storiche e "scientifiche" non supportate da evidenze di sorta, ma anche di formulare previsioni non del tutto dimostrabili o attendibili. Resta il fato che alcuni passi, pur interpretati con una certa dose di immaginazione, sembrano parlarci dei tempi nostri o di un imminente futuro. Dunque, delle due una: o la storia dell'uomo è davvero ciclica come Giambattista Vico ci ha insegnato, o le Scritture sono composte talmente bene da essere applicabili ad ogni contesto storico della vicenda umana.
D'altro canto, poiché per alcuni atei (me incluso) Dio non sarebbe altri se non la nostra coscienza, viene da pensare che i precetti che il Creatore consegna ai profeti, altro non siano che il pensiero su ciò che è giusto fare (quantomeno secondo le idee del tempo).
Al netto di tale premessa, del tutto personale sia chiaro, prendendo spunto dalla vicenda di Noè ho ripensato un po’ ad un tema oggi molto attuale: il problema dell’ambiente, della progressiva deforestazione e della quotidiana perdita di biodiversità. Ed in particolare mi sono posto la domanda sul perché proprio l'essere umano, eterno produttore di "malefatte" sia stato incaricato da Dio (e dunque dalla sua stessa coscienza) di salvare tutti gli esseri viventi dell'imminente catastrofe che la sua stessa malvagità stava generando.
Insomma, perché l'essere umano si preoccupa delle sorti dell'ambiente in cui vive? Perché mai si sente così tanto responsabile (giustamente) e vuole fare qualcosa per evitare i disastri climatici e le conseguenze biologiche dei suoi comportamenti?
E soprattutto, è ragionevole che lo faccia?

Un piccolo passo indietro.
Homo sapiens non è la prima specie di essere vivente che ha modificato l'ambiente a livello globale.
Molte altre specie, oggi e nel passato, hanno prodotto cambiamenti radicali a livello locale, regionale e anche mondiale. Ed alcuni cambiamenti sono stati davvero epocali, talmente profondi da essere decisivi e irreversibili.
Anzi, ad onor del vero l'uomo non è la specie che ha prodotto i cambiamenti più estremi (fin'ora...).

Gli antozoi producono giganteschi accumuli di carbonato di calcio, talmente imponenti da essere visibili anche dallo spazio. Isolano tratti di mare, innalzano il fondale marino di decine di metri e cambiano la forma della costa. Sono noti col nome di coralli.
Le piante e gli alberi colonizzato tratti giganteschi di territorio, modificano il terreno, il microclima e creano gigantesche zone d'ombra sulla superficie terrestre. Sono le foreste e i boschi.
Su alcune isole del pacifico, colonie di uccelli di varie specie depositano spessi strati di escrementi formando il guano, utilizzato come fertilizzante, ma che in loco produce una sostanziale desertificazione di quei territori. Nel passato lo strato di guano raggiungeva anche alcune decine di metri, e per estrarlo e poi rivenderlo, gli schiavi venivano costretti a scavare nel guano vere miniere con tanto di gallerie.
In ere più remote, enormi colonie di batteri hanno iniziato a riempire l'atmosfera di un pericoloso gas che dapprima ha ossidato tutto lo zolfo ed il ferro che ha trovato, poi ha saturato le acque e di seguito si è disperso nell'atmosfera terrestre superando la concentrazione del 20%. Quei batteri erano i cianobatteri, e quel pericoloso gas ossidante è l'ossigeno molecolare, il quale negli strati più alti dell'atmosfera si trasforma in una sua forma ancor più nociva e tossica detta ozono. Il fatto che oggi la vita sulla terra sia legata a quel gas, sia per la respirazione nella sua forma molecolare, sia come barriera ai raggi ultravioletti nella sua forma allotropica (ozono), è una mera conseguenza del processo di accumulo di cataboliti (scarti) della fotosintesi di quei batteri primordiali... che ancora esistono.

Dunque la vita, nella sua generalità, tende a modificare l'ambiente che la ospita e talvolta produce cambiamenti estremamente incisivi o addirittura irreversibili, e potenzialmente capaci di cancellare alcune specie, o magari tutte, dalla faccia della terra.

Detto questo, torniamo alla domanda di apertura: perché l'uomo dovrebbe sentirsi in colpa per i cambiamenti ambientali che produce, a differenza di quanto è accaduto ai cianobatteri fotosintetici, o di quanto accade agli alberi nelle foreste, agli antozoi nei mari, agli uccelli sulle isole del Perù o a tutte le altre specie viventi? E di conseguenza, perché dovrebbe modificare i suoi comportamenti e il corso della sua presenza sulla terra?

La risposta (forse) sta in una serie di casualità, ma facciamo un paio di passi indietro.

Homo sapiens, così come lo conosciamo oggi, si differenzia dalle altre specie per la coesistenza di (almeno) tre caratteristiche, alcune presenti anche in altri animali, e per un particolare fenomeno che fa parte della dinamica evolutiva.

Partendo dagli aspetti evolutivi che hanno plasmato anche la nostra specie, bisogna spiegare che la teoria dell’evoluzione delle specie di Darwin ha subito vari e successivi “aggiustamenti”, uno dei quali è estremamente interessante. In sintesi, si sa che durante il corso del tempo, alcune caratteristiche fisiche (espressione di caratteristiche genetiche, e dunque tramandabili di generazione in generazione) vengono “selezionate” dalla macchina evolutiva, perché vantaggiose per un certo utilizzo. Inoltre, altre caratteristiche, che non hanno utilità ma che non sono neanche dannose, vengono tramandate di generazione in generazione, senza che la selezione intervenga su di loro. Ora, accade che talvolta una certa caratteristica fisica possa risultare utile per uno scopo nuovo e determinante, magari anche molto differente dalla “utilità” evolutiva che l’aveva selezionata in passato. Tale fenomeno, noto col nome di exattamento (neolinguismo che traduce l’inglese exaptation) è stato coniato da Gould e Vrba una trentina di anni fa, proprio per spiegare un “nuovo ed imprevisto utilizzo” di una specifica caratteristica fisica già da tempo presente in una certa specie. Può sembrare strano, ma in realtà è abbastanza frequente. Un esempio tipico (secondo questa teoria) sono le piume degli uccelli, dimostratesi utili per il volo, ma inizialmente selezionate per isolare termicamente il corpo.

Riprendendo le particolarità di Homo sapiens, due sono di carattere fisico.
La prima riguarda il nostro mitico cervello. Parrebbe infatti che la nostra complessa corteccia cerebrale non si sia evoluta per produrre il “pensiero” come noi oggi lo conosciamo (va detto che gli evoluzionisti hanno abbandonato da tempo l’idea e l’approccio “finalistico” in quanto infondato: ovvero la “macchina evolutiva” non seleziona una certa caratteristica anche se inizialmente incompleta ed inefficiente e solo perché col tempo, evolutivo, diverrà utile. In altre parole la selezione naturale lavora per risultati concreti…). In effetti l’aumento della complessità e del volume della neocorteccia sono stati progressivi, e frutto di continua selezione, poiché permettevano una sempre maggiore capacità di interazione e adattamento al difficile ambiente e stile di vita dei nostri progenitori. Senonché, ad un certo punto, il nostro cervello ha raggiunto una tale articolazione, dimensione e complessità di funzionamento da poter compiere un enorme balzo verso il pensiero “attuale”, insomma un nuovo ed inaspettato utilizzo, caratterizzato in particolare dalla capacità di astrazione e dall’autocoscienza. Tipico esempio di exattamento.

La seconda caratteristica è ancora più strana e riguarda il nostro collo. Accade infatti, sempre dal punto di vista evolutivo, che il tempo e la selezione abbiano prodotto un progressivo abbassamento della nostra laringe, probabilmente per facilitare la respirazione nei climi secchi del nostro habitat primordiale. L’effetto collaterale di tale “spostamento” evolutivo risiede nella possibilità di produrre uno spettro molto più ampio di suoni finemente modulati: ecco nata un’altra nostra straordinaria abilità, questa volta fondamentale per sviluppare un linguaggio complesso. Un altro caso di exattamento.

La terza caratteristica è stata spiegata benissimo da un celebre esperimento condotto da Derex e colleghi, con risultati pubblicati su Nature Human Behaviour nell’aprile di quest’anno. Forse tale evidenza non farà molto piacere al nostro ego ipertrofico, ma è bene conoscerla.
In sintesi, l’esperimento voleva indagare su come la conoscenza dell'uomo si propaghi tra individui e generazioni e quanto l’abilità di costruire e progettare dipenda dall’effettiva comprensione del fenomeno osservato.
I risultati ottenuti indurrebbero a concludere che l’uomo abbia una notevole capacità di risolvere problemi e questa sua capacità derivi dalla somma di piccoli progressi, spesso mal compresi e trasferiti attraverso successive generazioni per trasmissione culturale. In altre parole l’abilità dell’uomo non deriva dalla precisa comprensione del fenomeno osservato, ma dalla sua straordinaria attitudine a trasferire la conoscenza … soprattutto attraverso il linguaggio.

In sintesi possiamo affermare che Homo sapiens, per una somma di strane coincidenze, si sia evoluto e sia arrivato ad oggi grazie alla sua straordinaria capacità di astrazione. Questo gli permette di indagare sui problemi e di collaborare per cercare soluzioni aldilà del mero tentativo empirico fine a se stesso e della completa comprensione del fenomeno osservato. Inoltre, l'abilittà di trasferire la conoscenza acquisita ad altri suoi simili per il tramite di un linguaggio elaborato e preciso, rende possibile affrontare difficoltà complesse anche proiettandone gli effetti nel futuro. Parallelamente, la capacità (quasi) unica di comprendere la propria esistenza (autocoscienza) e quella dei suoi simili, lo rende consapevole dei potenziali benefici o conseguenze negative delle sue azioni, siano queste rivolte verso se stesso, verso i suoi simili o verso l’ambiente che lo circonda.
Questo corredo di caratteristiche risulta unico a livello planetario. Non esistono altre specie capaci di sviluppare nuove strategie e invenzioni, trasferire la conoscenza ad altri loro simili, e nel contempo essere consapevoli delle conseguenze di tali innovazioni sulle altre specie e sull'ambiente.
Quanto al porsi domande su se stessi e sul futuro, ragionare sulla "moralità" delle decisioni e definire un corretto agire, siamo decisamente più che unici.

Alla fine dobbiamo concludere che l'uomo, così come è stato "costruito" dalla selezione naturale, fa bene a porsi il problema sulle conseguenze che il suo comportamento genera a se stesso, alle sua discendenza, alle altre specie e all'ambiente, per il semplice motivo che ne è in grado... E dunque ne è responsabile.
In altri termini, fece bene Dio ad incaricare un'uomo di salvare tutti gli altri animali oltre a se stesso... E fa altrettanto bene la coscienza degli atei a consigliarci di agire in tal senso quattro, cinque o settemila anni dopo il diluvio universale (a seconda delle interpretazioni dei sacri testi...), per il semplice motivo che siamo l'unica specie vivente capace di comprendere il problema, valutarne le conseguenze ed elaborare (forse) una possibile soluzione.

Siamo in grado di farlo, unici al mondo, e dunque dobbiamo farlo. Quanto prima.

News - Mondo

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information