Apertamente

di Enza Plotino da Striscia Rossa del 5/7/2018 - Perché intere comunità scappano dalle proprie terre, laddove sono nate, hanno fatto nascere i loro figli, hanno seppellito i loro cari? Le ragioni, ne abbiamo già parlato, sono molteplici e tutte distruttive a tal punto da rendere i luoghi natii delle trappole di morte.  L’accaparramento delle terre è una di queste ragioni. Il termine inglese, land grabbing è meno dirompente ma, il senso è lo stesso: un fenomeno economico impetuoso che ha dato vita a un flusso di investimenti e di capitali, soprattutto provenienti da paesi sviluppati o emergenti, finalizzato all’accaparramento di terreni agricoli nelle regioni del sud del mondo con la conseguenza di affamare e deportare intere comunità. E’ solo nel settembre 2016 che il land grabbing viene inserito tra i reati ambientali più gravi secondo la Corte Penale Internazionale dell’Aia. Per questo la Corte decide di riservarsi di dire la propria “caso per caso” e di vigilare affinché le conseguenze di questa pratica non vadano a intaccare diritti umani inviolabili, sanciti dalla comunità internazionale. Dal 2008, cioè dallo scoppio della crisi finanziaria mondiale, il fenomeno del land grabbing è cresciuto del 1000%. L’obiettivo è l’acquisizione massiccia, soprattutto in Africa, Asia e America Latina, di terreni per lo sviluppo di monocolture. Investitori provenienti da altri Stati, consigli di amministrazione di grandi aziende o privati si accaparrano di larghe porzioni di terre considerate “inutilizzabili”, acquistandole da governi compiacenti, senza il consenso delle comunità che ci abitano o che le utilizzano per coltivare e produrre il loro cibo. Per certi versi una nuova forma di colonialismo. Comunque, uno scandalo che spinge alla fame milioni di contadini del Sud del mondo. Ancora peggio di così, è che molti di questi terreni sottratti con le promesse di risarcimenti mai arrivati, vengono lasciati inattivi. Terreni che prima davano cibo e rifugio a molti, sono recintati e rimangono inutilizzati.
Risalire alle responsabilità di questo scandalo ci rimanda alla Banca Mondiale, paradossalmente nata per distribuire aiuti economici agli Stati in difficoltà, e alle sue politiche del libero scambio, adottate dal 2008, che hanno tolto qualsiasi limite all’acquisto di terre appartenenti ai Paesi del Sud del mondo. Lo scopo dell’istituto di Washington, negli Stati Uniti, era stimolare il settore agricolo nei paesi emergenti o in via di sviluppo attraverso l’afflusso di capitali stranieri e dimezzare il numero di persone che soffrivano la fame, entro il 2015, in linea con quanto previsto dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite. Da quel momento è cominciata una corsa sfrenata all’acquisto di terre a basso costo che ha portato alla cessione da parte dei governi di milioni di ettari pur di far fronte alla grave crisi economica e alimentare degli ultimi anni. Una corsa che ricorda il periodo coloniale e la spartizione dell’Africa, in termini di terre e risorse naturali, avvenuta per mano degli stati europei a partire dalla fine del Diciannovesimo secolo. “The new scramble for Africa”, la nuova spartizione dell’Africa l’ha definita il Global Justice Now, l’organizzazione britannica che si batte per i diritti di giustizia sociale, dove, al posto degli stati colonizzatori, ci sono imprese multinazionali che mirano a prendere il controllo dei mercati alimentari. L’organizzazione non governativa Grain che supporta i piccoli coltivatori e i movimenti locali che si battono per la difesa dei terreni ha pubblicato una lista dei paesi africani che tra il 2006 e il 2012 hanno maggiormente subito il fenomeno del land grabbing. Su tutti, Liberia, Guinea, Ghana, Congo, Sierra Leone, Nigeria, Senegal con porzioni di terreno ceduti che vanno da 500mila fino a circa 1,7 milioni di ettari (Liberia). Le lotte dei contadini, in queste terre depredate, non sono mancate ma, nella maggior parte dei casi represse violentemente dagli stessi governi nazionali, spaventati dall’idea di perdere i guadagni acquisiti dalle vendite dei terreni.
Il Madagascar, che ospita una ricchissima biodiversità e specie viventi che non si trovano in nessun’altra parte del mondo, data la sua posizione isolata è stato aggredito pesantemente dal land grabbing per far spazio a un’agricoltura intensiva che ne ha modificato profondamente il territorio. Due casi su tutti: la Daewoo Logistics Corporation nel 2008 e la Tozzi Green (italiana) nel 2012. Quando la Daewoo, società sudcoreana, nel 2008 decide di accaparrarsi 1,3 milioni di ettari di terre per produrre grano e olio di palma, si diffonde un forte malcontento nella popolazione che genera la caduta del governo malgascio di Marc Ravalomanana. Al potere sale il sindaco della capitale del Madagascar, Andry Rajoelina, il quale annulla l’accordo con la Daewoo. E questo atto, secondo alcuni studiosi di land grabbing, ha fatto venir meno molti progetti di investitori stranieri. Non così per la coltivazione di jatropha, che gli stessi abitanti del villaggio di Ambararatabe, nella municipalità di Satrokala, abitata dall’etnia Bara che vive grazie alla pastorizia e all’allevamento di zebù, non conoscono. Eppure è proprio la coltivazione di questa pianta il motivo dell’accaparramento di terre compiuto da parte di un’altra società, questa volta italiana, che si chiama Tozzi Green, sussidiaria del comparto rinnovabili della Tozzi Holding Group. Il contratto viene firmato nel 2012 e prevede l’affitto per 30 anni di 6.558 ettari. L’obiettivo finale è arrivare a 100mila ettari entro il 2019. La jatropha viene usata per produrre biocarburanti destinati ad alimentare centrali a biomasse. Le coltivazioni di queste piantine, sparse su un’area troppo vasta per permettere agli zebù di muoversi come facevano prima, creano dei problemi agli allevatori che sono anche costretti a pagare multe salatissime se le mandrie sconfinano in quei campi. Interi villaggi vengono ridotti in povertà. Solo oggi la situazione, in quel Paese, sembra essersi stabilizzata. I “signori del cibo” continuano ad investire, ma le superfici concesse sono minori rispetto al 2008, anno in cui le cifre sfioravano dai 60 ai 300 milioni di ettari, e la popolazione è sempre più attenta all’imposizione di un modello di produzione agricola diverso da quello familiare che esiste da secoli in quei luoghi.
Anche alcune organizzazioni internazionali si sono impegnate a contrastare il ripetersi di violazioni. La FAO, già nel 2012, pubblicava un documento che indicava l’obbligo al rispetto dei diritti umani fondamentali, alla tutela dell’ambiente e alla protezione delle popolazioni indigene. Ma è solo con il pronunciamento della Corte Penale Internazionale dell’Aia che si comincia ad agire contro il land grabbing come una delle cause colpevoli di affamare e deportare, ovvero costringere all’abbandono delle loro terre, migliaia di contadini e intere comunità in tutto il mondo. Migranti di serie B, vittime di guerre senza armi e senza ferite evidenti sulla propria pelle, ma guerre violente e aggressive allo stesso modo. Stranieri di serie B, rispetto ai più titolati rifugiati richiedenti asilo. Poveri di serie B come sono gli ultimi, nel mondo dei ricchi.

News - Mondo

Galleria fotografica

Consigliati

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information