Apertamente

di Stefano Lenzi da Sbilanciamoci.info del 2/5/2017 - Le nuove norme rischiano di rendere più opache, approssimative e fallaci le procedure. Venti associazioni ambientaliste chiedono un cambiamento radicale in materia di Valutazioni di impatto ambientale
Entro la prima settimana di maggio le Camere e la Conferenza Stato-Regioni dovranno esprimere i loro pareri sullo schema di decreto legislativo Atto di Governo (AG) n. 401, frutto della delega della Legge Europea (adeguamento della normativa italiana alle norme comunitarie) che, con la scusa del recepimento della “nuova” Direttiva comunitaria 2014/52/UE sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in realtà ripropone per tutte le opere e gli interventi, generalizzandolo, lo stesso schema autorizzativo, derivante dalle legge Obiettivo, voluto da Confindustria e dalle grandi imprese di costruzione e dei più importanti studi di progettazione, che dal 2001 al 2015 ha creato danni gravissimi all’ambiente del nostro Paese e alla casse dello Stato. Ben venti associazioni ambientaliste riconosciute (Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, FAI, Federazione Pro Natura, FIAB, Geeenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridico, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, VAS, WWF), chiedono un radicale ripensamento del provvedimento e hanno redatto proprie Osservazioni trasmesse alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato e hanno inviato il 12 aprile scorso una lettera al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e per conoscenza al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio e al presidente dell’ANAC Raffaele Cantone.
Le associazioni ambientaliste nei loro documenti inviati alle istituzioni hanno osservato che, al contrario di quanto chiede la nuova Direttiva comunitaria, numerose modifiche contenute nell’AG n. 401“vanno esattamente nella direzione opposta: non fornire informazioni adeguate e complete al pubblico, né garantire la sua effettiva partecipazione, rendendo più opaca, approssimativa e fallace la nuova procedura, rispetto a quella vigente.”
E aggiungono:“In particolare, la scelta contenuta nell’AG n. 401 di effettuare la valutazione di impatto ambientale sul progetto di fattibilità, invece che su quello definitivo (…) impegna, con un primo atto autorizzativo, l’amministrazione pubblica competente nei confronti del proponente con il rischio concreto (come è avvenuto nei 15 anni di applicazione della legge Obiettivo, l. n. 443/2001) che si abbiano variazioni, anche sostanziali, del progetto, dei relative impatti ambientali e delle misure di compensazione e mitigazione necessarie. Variazioni che fanno lievitare i costi delle opere provocando un danno erariale allo Stato, nonché danni all’ambiente e alla comunità.”
E’ contro la riproposizione generalizzata di quegli opachi meccanismi di semplificazione delle procedure autorizzative, proprie della normativa sulle grandi opere, derivanti dalla legge Obiettivo che le associazioni sono insorte. Si tratta di un modello che il Governo, con il nuovo Codice Appalti (Dlgs n. 50/2016) intendeva esplicitamente superare, stabilendo che si dovesse tornare alle procedure ordinarie vigenti che prevedono una Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto definitivo e la partecipazione dei cittadini durante tutto l’iter autorizzatorio.
Era stato il Ministro Delrio in un’intervista resa il 12 aprile 2015 al giornalista de La Repubblica Francesco Bei, che dichiarò “il tema vero è uscire dalla logica delle emergenze, delle procedure straordinarie, e rientrare nella normalità. Ecco, la nostra sarà una rivoluzione delle normalità: procedure europee, regole semplici sugli appalti, programmazione, coinvolgimento dei territori”. Il Ministro disse queste parole annunciando la sospensione della Struttura tecnica di missione sulle infrastrutture strategiche, messa sotto accusa dall’inchiesta giudiziaria “Sistema” che portò nel marzo del 2015 all’arresto tra gli altri del suo coordinatore, l’ingegnere Ercole Incalza.
Ed è, appunto, con la legge delega n. 11 del 28 gennaio 2016, all’articolo 1, comma 1 lettera sss) si stabilisce che si proceda allo: “sss) espresso superamento delle disposizioni di cui alla legge 21 dicembre 2001 n. 443 (…) nonché l’applicazione delle procedure di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”. Sembrava così chiusa un’epoca come anche con le norme più garantiste del nuovo Codice Appalti DLgs n. 50/2016 che superava sostanzialmente il vecchio Codice Appalti berlusconiano (DLgs n. 163/2006) e le procedure emergenziali.
Ma primi segnali di una tentazione del ritorno al passato, già emergono nel Governo Renzi, tra l’altro con il DPR 12 settembre 2016 n. 194 che all’articolo 3 stabilisce che possano essere ridotti del 50% i termini di conclusione dei procedimenti necessari per la localizzazione, la progettazione e la realizzazione delle opere prioritarie individuate in un elenco approvato con DPCM entro il 31 marzo di ogni anno (comma 4 dell’articolo 2 del DPR 194) sulla base degli interventi segnalati dagli enti territoriali e dagli stessi soggetti proponenti.
Ed ora le modifiche della procedura di VIA ordinaria vigente nel Testo Unico dell’Ambiente (DLgs n. 152/2006) contenute nell’AG n. 401, all’esame delle Camere che fanno rivestire alla pubblica amministrazione un ruolo improprio di consulente “a chiamata”, in qualsiasi momento, del proponente delle opere e degli impianti, invece di essere un soggetto istituzionale che favorisce il confronto tecnico tra i vari interessi, in primis quelli collettivi dei cittadini ad un territorio tutelato, un ambiente salubre e ad un corretto impiego dei fondi pubblici per opere che siano utili alla comunità.
Nell’AG n. 401 si trovano altre norme molto discutibili: come quelle che affidano al controllo politico del Ministro dell’Ambiente la scelta diretta dei membri della Commissione tecnica di VIA; la scadenza arbitraria dei giudizi di VIA dopo solo tre anni; il tempo ridotto a soli 15 giorni per le osservazioni del pubblico in caso di integrazioni al progetto; l’assenza di qualsiasi forma di partecipazione nella fase di progettazione definitiva; la cancellazione delle norme tecniche sulla redazione degli Studi di Impatto Ambientale introdotte nel 1988; la verifica di assoggettabilità alla VIA per le attività di prospezione per la ricerca di idrocarburi in mare con esplosivi e con l’airgun, di sicuro impatto.
Per tutti questi motivi le associazioni nelle loro Osservazioni (inviate alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti, all’ANAC e alle Regioni) chiedono in questi giorni al Governo di evitare che si affermino valutazioni ambientali farsa, e quindi che:
a) la VIA venga condotta sul progetto definitivo (come viene stabilito dalla normativa vigente che si intende smantellare), che consente di valutare pienamente le caratteristiche tecniche e ambientali delle opere a partire da vincoli e tutele del territorio, e non dal progetto di fattibilità, impreciso e lacunoso, che può servire invece nella prima fase istruttoria;
b) la Commissione tecnica di VIA venga sottratta dal controllo politico del Ministro dell’Ambiente di turno che può nominarne direttamente i membri, ma vada selezionata con procedure di evidenza pubblica tra esperti qualificati del mondo della ricerca e dell’università;
c) non si riduca l’amministrazione pubblica a una sorta di sportello a chiamata per le esigenze e interessi dei progettisti e delle aziende di costruzione (i cosiddetti “proponenti”), favorendo invece un confronto tecnico basato su una corrette e completa informazione e partecipazione dei cittadini nelle varie fasi di definizione progettuale.
In conclusione, quello che le Associazioni osservano è che se non si vuole che lo sviluppo sostenibile sia una scatola vuota, il bene ambiente deve essere centrale nelle valutazioni su progetti e impianti, perché da questo dipende il nostro benessere, la nostra qualità della vita e la credibilità della Pubblica Amministrazione.

*responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia

News - Mondo

Quale orizzonte per la sinistra

Indagine SWG per Apertamente

Scarica l'indagine >>>

Galleria fotografica

Consigliati

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...

Le mie memorie

Le mie memorie
Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile.

Trieste la città dei venti

Trieste la città dei venti
Su un molo del porto di Trieste non a caso c’è una rosa dei venti: Trieste è la città dei venti.
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information