Apertamente

di Alberto Russo, da economiaepolitica.it del 17/3/2014 - Dopo anni di austerità, l’economia non riparte, la disoccupazione aumenta e i conti pubblici peggiorano (anche in paesi, come la Spagna, con un basso rapporto tra debito pubblico e pil prima della “crisi finanziaria”). I policy maker sono intervenuti per “salvare” il sistema, anche con salvataggi bancari (e un conseguente aumento del debito pubblico). E il sostegno alla domanda? Mancano i soldi, dicono. Ciò che vogliamo evidenziare è semmai il contrario: ci sono “troppi” soldi, concentrati in poche mani. Tra fine anni ’70 ed inizio anni ’80 del Novecento, la svolta neoliberista – flessibilità del lavoro, globalizzazione, finanziarizzazione, etc. –  ha promosso un recupero del tasso di profitto nelle economie avanzate, dopo le crisi petrolifere e la stagflazione. Come sottolineato dalla Lettera degli Economisti del 2010, la domanda globale è cresciuta meno della produttività e tende, quindi, ad essere carente rispetto alla capacità produttiva. In questo scenario di “bassi salari”, il credito può creare una fonte di finanziamento addizionale dei consumi. In particolare, l’espansione della finanza è funzionale al processo di accumulazione capitalistica, in quanto svolge la funzione di “riciclaggio” della ricchezza accumulata (Foley, 2012). Prima o poi, però, l’aumento del debito (privato) e l’erosione dei redditi ad opera degli interessi, comportano un’instabilità finanziaria crescente. Un fallimento come quello di Lehman Brothers provoca un crollo della fiducia, i capitali si ritirano dalle posizioni più rischiose (flight-to-quality) e le condizioni nella “periferia” del sistema finanziario internazionale peggiorano (ad esempio, i capitali lasciano la Grecia e tornano in Germania, facendo emergere gli squilibri commerciali che da tempo caratterizzavano l’eurozona).

L’austerità mira a prolungare la fase neoliberista, proponendo ritocchi che, però, lasciano invariati i problemi di fondo dell’accumulazione capitalistica: in particolare, enormi disuguaglianze ed instabilità finanziaria. Problemi analoghi a quelli che emersero durante la belle époque di inizio Novecento. Voler continuare su questa strada significa dover trovare nuove e remunerative occasioni di impiego finanziario per le enormi ricchezze che continuano ad accumularsi nelle mani di pochi (trickle-up economics). Ecco perché ci troviamo in una trappola della ricchezza: una situazione che non consente di ridimensionare la finanza e di ristabilire un percorso di crescita meno diseguale, e che invece promuove la diffusione del rischio, a danno della collettività che poi subisce le pesanti conseguenze “reali” della “crisi finanziaria”.

Come uscire dalla trappola della ricchezza? Ci sono almeno tre punti che andrebbero considerati: (i) tassazione, (ii) sostegno della domanda aggregata, e (iii) politica industriale.

La tassazione. Come mostrano Piketty e Saez (2013), il tasso di rendimento della ricchezza privata (al netto delle perdite) è tornato sopra il tasso di crescita dell’economia: conviene quindi essere rentier e non lavoratori, anche se “molto produttivi”. L’inversione di questa tendenza richiede un deciso intervento fiscale: per ristabilire l’efficienza economica di paesi come la Francia e gli USA l’aliquota fiscale ottimale sull’eredità dovrebbe essere dell’ordine del 50%-60% (o ancora maggiore per i super-patrimoni).

La domanda aggregata. Secondo l’insegnamento keynesiano, l’intervento pubblico a sostegno della domanda aggregata (con una banca centrale che affianca il governo) è necessario in un sistema che non è in grado, autonomamente, di uscire (se non nel lungo periodo) da una situazione di elevata disoccupazione. In un’ottica internazionale, inoltre, è necessario contenere sia il disavanzo (ad esempio, nella “periferia” dell’eurozona) che l’avanzo commerciale (ad esempio, in Germania).

La politica industriale. L’intervento pubblico dovrebbe sostenere la domanda aggregata (obiettivo di breve-medio termine), ridimensionare il peso della finanza e indirizzare l’investimento verso i settori innovativi che ancora presentano un rischio elevato, lasciando poi spazio all’iniziativa privata (obiettivo di lungo termine). Da questo punto di vista, il settore pubblico si configura come uno “stato imprenditore” (Mazzuccato, 2013) che, nel mezzo di una crisi di sistema, promuove la creazione del “nuovo” e sostiene la società nel doloroso processo di distruzione del “vecchio”.

I tre punti precedenti sono legati da un filo comune, che unisce interventi di breve e lungo periodo: (i) l’imposizione patrimoniale (in particolare, sull’eredità) fornirebbe le risorse per finanziare (ii) il sostegno alla domanda aggregata e (iii) la politica industriale alla base di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla conoscenza e la sostenibilità ambientale. Allo stesso tempo, sono evidenti le implicazioni politiche di un progetto che punta alla piena occupazione (Kalecki, 1943): l’imposizione patrimoniale, da una parte, e l’aumento dell’occupazione e dei salari, dall’altra, andrebbero a ridurre la disuguaglianza, riportando la dinamica salariale verso quella della produttività, ristabilendo una maggiore mobilità sociale e, in generale, promuovendo un nuovo percorso di sviluppo, per uscire dalla crisi superando il modello neoliberista. All’1% non piacerebbe. Il 99% riuscirà ad organizzarsi?

News - Economia

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information