Apertamente

di Francesco Ciafaloni da Sbilanciamoci.info del 11/10/2013 - La crisi finanziaria più grave dal 1929 non ha ridotto affatto i consumi di petrolio, salvo una modesta caduta immediata. E la corsa all'oro nero continua indisturbata. Quanto petrolio c'è e dove è? Non è una domanda facile anche per un istituto di ricerca; figuriamoci per un ricercatore isolato. Non mi propongo di fornire stime in miliardi di tonnellate e tera metri cubi ma di riprendere qualche considerazione metodologica, sottolineando i mutamenti qualitativi rispetto agli anni scorsi. Uso come testo di riferimento un articolo di quindici anni fa che esponeva criticamente i metodi usati per stimare – e comunicare al pubblico – le riserve di petrolio e di gas, ne mostrava i limiti, e concludeva che il basso prezzo del petrolio, e dell'energia, non aveva un futuro lungo:

Colin J. Campbell e Jean H. Laherrère, The End of Cheap Oil. Global production of conventional oil will begin to decline sooner than most people think, probably within 10 years, “Scientific American”, Marzo 1998. La attendibilità, e i limiti, della tesi stanno nei due aggettivi cheap e conventional. Meno prudentemente sei anni dopo Paul Roberts titolava The end of oil, diventato in italiano, La crisi del petrolio, che certo c'è. Roberts partiva dal vero e proprio shock che gli aveva procurato la notizia della necessità di pompare acqua sotto gli strati mineralizzati a petrolio per mantenere la produzione a Ghawar. Anch'io ero rimasto colpito, a suo tempo: il campo più grande e più permeabile e pulito del mondo, dove il costo industriale, tutto incluso, era di qualche cent al barile, dove tutto quello che si incassava era guadagno, si avviava al tramonto. Ghawar è lungo quanto la pianura padana, da Pinerolo a Ravenna; è solo un po più stretto. È talmente permeabile da far introdurre il termine superpermeabilità. Ha l'1,8% di zolfo, contro il 20%di Kashagan. Se Ghawar era in affanno era giusto affermare, nel sottotitolo, di trovarsi “on the edge of a perilous world”. Il libro, nel suo complesso, era più sfumato del titolo; ma sottovalutava l'elemento più importante del mercato del petrolio: il vero scopo, la soluzione finale di tutti i problemi delle grandi aziende internazionali, ed oggi della Federazione russa, è mantenere alto, stabile ed alto, il prezzo del petrolio. Se c'è il rischio che una crisi riduca i consumi e, quindi, i prezzi, nessuno investe in tecnologie, oleodotti, contenimento di disastri ambientali, fino a che la scarsità non produce un nuovo aumento. L'articolo di Campbell e Laherrère ha il pregio di passare in rassegna metodi e cause, senza bloccarsi su nessuna tesi rigida.

Le previsioni di produzione e i calcoli delle riserve andrebbero sempre pubblicati con accanto la probabilità; e per avere un qualche senso globale dovrebbero avere la probabilità del 50%. Invece siamo tempestati di previsioni con la probabilità al 90%, che non reggono mai su aree vaste, o al 10%, che sono pura fantasia. La previsione del declino è fondata sulla teoria del picco di Hubbert, del 1956, che sostiene che su un gran numero di pozzi, la produzione complessiva comincia a declinare quando la produzione cumulativa raggiunge la metà delle riserve iniziali. Ma quante sono le riserve iniziali? Non quelle dichiarate dalle aziende e dagli Stati, perché non è pensabile che davvero le riserve delle maggiori aree produttive, dal Medio Oriente al Venezuela, siano aumentate di colpo per un totale di 300 miliardi di barili a metà degli anni '80 e poi siano rimaste immutate, in alcune aree, come l'Arabia Saudita, per venti anni, malgrado la produzione abbondante e senza nuove scoperte. Ovvio pensare, dato che un controllo ravvicinato è assolutamente impossibile in Arabia e in Russia, difficile altrove, che semplicemente le aziende e gli Stati abbiano voluto difendere la propria capacità di ottenere crediti e mantenere la quota di produzione dichiarando il falso. Una base empirica più accessibile è la percentuale di successo dei pozzi esplorativi, di operatori numerosi, e la caratteristica dei nuovi giacimenti. Le ricerche si sono spostate in mare, anche in acque profonde. I nuovi giacimenti (come quelli della Valle dell'Orinoco, in Venezuela, o le Athabasca Sands, nell'Alberta, Canada) hanno caratteristiche geologiche e di qualità assai peggiori dei giacimenti giganti noti. Non si tratta di petrolio propriamente detto ma di bitume. Estrarlo e trasformarlo in combustibile costa molto. Perciò si può affermare che il petrolio a basso prezzo si sta avvicinando alla fine.

Cosa è cambiato nei 15 anni passati da allora? Cosa sappiamo di più? Sappiamo che la crisi finanziaria più grave dal '29 non ha ridotto affatto i consumi, salvo una modesta caduta immediata.

L'evento più importante è stato il successo del fracking negli Stati Uniti col boom del gas di scisto e il dimezzamento del prezzo che ne è derivato. Certo, si tratta di tecnologie invasive e costose; con sempre nuovi pozzi da perforare, e acqua salata con additivi da smaltire. Ma intanto, rapidamente, gli Stati Uniti sono tornati autosufficienti, e i russi accusano il colpo. Oleodotti in programma non vengono approvati definitivamente. Flussi cambiano di segno. Poi ci sono consumatori nuovi, paesi che tollerano inquinamenti maggiori, aumento della tolleranza nei paesi già ricchi. I consumi globali di idrocarburi e carbone, a prezzi moltiplicati, malgrado la crescita della quota delle energie rinnovabili, sono cresciuti.

Cosa bisogna aspettarsi? Impossibile da dire, perché gli effetti dell'alto costo dell'energia non si manifestano interamente in tempi brevi. Sergio Bologna ha raccontato su Sbilanciamoci e altrove le conseguenze dell'alto costo del petrolio sui trasporti marittimi, con rischio di fallimento per aziende importantissime e per le banche che le finanziano, tra cui quelle dei Laender tedeschi. Ci sono conseguenze ecologiche difficili da quantificare, a cui non si pensa. Se per produrre un barile di petrolio utilizzabile ce ne vogliono due, il consumo materiale di prodotti fossili triplica. Non si tratta solo di soldi. Ma, se si guardano le cifre delle riserve dichiarate, i trilioni di barili sono più numerosi dei fantastilioni di Paperone. I siti ufficiali danno il Venezuela al primo posto al mondo, prima dell'Arabia Saudita; e le stime dei geologi sono più alte di quelle del governo bolivariano. È difficile immaginare una congiuntura politica, di sinistra o di destra, che impedisca al Venezuela di perforare i giacimenti della Valle dell'Orinoco. Intanto l'Equador, per non arrivare secondo, ha rinunciato ai suoi progetti di difesa della foresta pluviale e annunciato perforazioni. Vorrà alzare il prezzo di una rinuncia? Fa sul serio? E il Canada si farà scoraggiare da qualche decina di gradi di differenza nelle temperature – il freddo rende più difficile la diluizione dell'inquinamento?

Bisogna ricordare che si tratta di comunicazioni poco controllate, quasi pubblicitarie. Che si tratta di proiezioni. Si legge che le riserve dell'Egitto, per le nuove scoperte, sono le prime dell'Africa; maggiori di quelle della Libia, della Nigeria, dell'Algeria. Se i tempi dello sfruttamento fossero brevi e certi ci sarebbe la coda delle aziende a perforare e non la coda degli egiziani alle pompe di benzina. Ma è difficile che siano completamente inventati i volumi, le quantità.

Non sarà una scarsità materiale a fermare i consumi. Bisognerà scegliere. E sarà difficile.

Gli altri due articoli dello stesso autore sullo stesso argomento qui

www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Dove-ci-sono-gli-uomini-non-c-e-il-petrolio-20350

www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Settori-ad-alto-rischio-lavorare-nel-petrolio-20171

News - Economia

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information