Apertamente

di Sergio De Nardis da Lavoce.info del 17/9/2013 - Le esportazioni italiane crescono da tre anni come quelle della Germania. È una buona notizia, eppure la Spagna fa meglio. D’altra parte, i miglioramenti competitivi sono ottenuti al costo di forti deterioramenti del mercato del lavoro. I rischi del riequilibrio asimmetrico perseguito in Europa. Come vanno le esportazioni italiane? Sappiamo che la domanda estera è stata l’unica componente di spesa che in questi anni di recessione ha sostenuto il Pil e che all’export è affidato il ruolo di traino anche nella debole ripresa attesa per i prossimi mesi. La domanda è dunque opportuna, e non solo per motivi legati al ciclo, ma anche per verificare a che punto è il processo di riequilibrio competitivo intra-euro, senza il quale non potrà aversi superamento della crisi europea. Valutiamo, quindi, la performance italiana in confronto con i paesi della moneta unica. Per superare le incongruenze tra paesi dei metodi di costruzione dei deflatori, consideriamo, inoltre, valori a prezzi correnti. (1)
La figura 1 riporta l’export di merci italiane in rapporto alla Germania e al resto dell’area euro. Come si vede, la forte perdita di quote di mercato rispetto all’economia tedesca, in atto dall’avvio dell’euro, si è praticamente fermata nel 2010. Sono tre anni che il nostro export cresce in linea con quello tedesco. È un risultato da leggere positivamente, tenuto conto che il benchmark è costituito da imprese super-competitive, nei cui confronti occorre riguadagnare posizioni.
È sufficiente? Per rispondere bisogna andare avanti nell’analisi e osservare la nostra performance rispetto al resto dell’area euro. Si caratterizza per oscillazioni molto più contenute, a conferma che la crisi italiana di quote dello scorso decennio è stata soprattutto nei confronti della Germania. Nell’ultimo periodo, si vede che, dopo una riduzione tra il 2008 e il 2009, le esportazioni dell’Italia hanno preso a crescere, anche in questo caso, in linea con gli altri partner euro.
Tra questi paesi ci sono, però, economie molto diverse, quali la Francia, rispetto a cui l’Italia ha migliorato la propria posizione sin dall’inizio dell’euro, e i cosiddetti periferici (Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Cipro) che, con l’Italia, si trovano impegnati in processi più o meno severi di riequilibrio macroeconomico. Come si posiziona il nostro paese rispetto al loro sforzo di aggiustamento? La figura 2 mostra il confronto con l’economia più importante per dimensioni di export: la Spagna, portata a esempio negli ultimi tempi per avere cominciato a evidenziare i frutti di un miglioramento competitivo, in termini di costi unitari di produzione e di export performance. E, in effetti, la figura mostra come l’evoluzione delle esportazioni spagnole rispetto alla Germania sia stata superiore a quella dell’Italia e, di conseguenza, come le vendite sui mercati esteri di merci iberiche siano cresciute più di quelle italiane sin dall’uscita dalla prima recessione; un andamento che si è accentuato nel 2013.
Allora Spagna sugli scudi, nuovo benchmark da imitare per noi italiani? Pur nella sua crudezza, è una conclusione errata. Trascura il modo in cui avviene il riequilibrio competitivo in Europa: asimmetrico (tutto a carico dei paesi in deficit) e con scarsa flessibilità al ribasso dei salari (caratteristica comune a tutte le moderne democrazie industriali). In queste condizioni, i miglioramenti di competitività devono essere realizzarti dai paesi in disavanzo al costo di forti deterioramenti del mercato del lavoro. La Spagna nel 2007 aveva un tasso di disoccupazione dell’8,5 per cento, due punti e mezzo in più dell’Italia; a metà 2013 la percentuale di disoccupati spagnoli è del 26 per cento, 14 punti in più dell’Italia. Anche questo è un modo per leggere la migliore performance competitiva dei prodotti spagnoli.
Lungo questa linea, la figura 3 riporta le dinamiche delle esportazioni e del mercato del lavoro nel periodo 2007-2013 in sette economie euro che, in passivo nei conti con l’estero, stanno procedendo a una correzione competitiva: a eccezione dell’Irlanda, è evidente una correlazione tra i due fenomeni, talché l’export è andato tanto meglio lì dove la disoccupazione è aumentata di più. In queste condizioni, è opinabile che un’economia come l’Italia che ha, rispetto agli altri periferici, gap competitivi e squilibri settoriali (ipertrofia costruzioni) molto più contenuti debba intraprendere lo stesso percorso di aggiustamento. (2)

UN RIEQUILIBRIO ASIMMETRICO

C’è infine da chiedersi quanto il miglioramento relativo delle esportazioni dei paesi periferici stia effettivamente sottendendo un riequilibrio competitivo intra-europeo. La figura 4 illustra l’andamento della capacità produttiva dell’industria, cioè del settore esportatore, in Germania, Italia e Spagna. (3)
Il divario che è andato aprendosi dall’avvio dell’euro tra l’economia tedesca e i due paesi mediterranei non si è ridotto, si è anzi è accentuato negli ultimi anni, cioè proprio nel periodo in cui cominciano a osservarsi dinamiche dell’export relativamente migliori. Al recupero di quote delle esportazioni delle economie periferiche non corrisponde, dunque, una riallocazione di capacità produttiva a loro favore; avviene l’opposto. Ciò è la conseguenza dell’asimmetria dell’aggiustamento europeo: la strada del recupero di competitività dei paesi in deficit passa per la forte compressione del mercato interno, ma questo incide anche sulle imprese esportatrici che hanno nella domanda domestica il principale sbocco delle loro vendite (65 per cento del fatturato per gli esportatori italiani) e sono colpite dal credit crunch indotto dalla recessione.
Gli elevati costi sociali e di perdita di base produttiva insiti in questo processo possono alla lunga renderlo non sostenibile; un rischio di cui i responsabili politici europei dovrebbero farsi carico quanto prima possibile.

News - Economia

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information