Apertamente

di Elena Gramaglia, da www.sbilanciamoci.info del 20/6/2013 - Reddito di cittadinanza e reddito minimo hanno configurazioni diverse ma possono presentare non poche convergenze. Riconoscerle è importante soprattutto ai fini del rafforzamento dell’azione politica a favore di un reddito di base. Come opportunamente richiamato da Pennacchi e Saraceno (1), reddito di cittadinanza e reddito minimo hanno configurazioni diverse e rispondono, quanto meno in parte, a valori diversi. Il primo è universale, a stampo individuale e incondizionato. Il valore etico principale è l’accesso, da parte di tutti, alle risorse (o più precisamente) ai frutti delle risorse comuni. Il secondo è selettivo (solo i soggetti al di sotto di una determinata soglia di risorse lo ricevono) e, tipicamente, a base familiare e condizionato alla disponibilità a lavorare, come nella prospettiva del reddito minimo di inserimento. Il valore etico principale è il contrasto alla povertà. Reddito di cittadinanza e reddito minimo sono, poi, diversi dal salario minimo, o dal cosiddetto living wage, nonché dai cosiddetti in work benefits, ossia, trasferimenti riservati ai soli lavoratori poveri, variamente utilizzati in Europa e negli Stati Uniti.

Al di là delle divergenze, a me sembra che reddito di cittadinanza e reddito minimo possano, tuttavia, presentare non poche convergenze. Riconoscere ciò è importante anche ai fini del rafforzamento dell’azione politica a favore di un reddito di base.
Penso, innanzitutto, a convergenze valoriali, nel senso che entrambe le giustificazioni fanno leva su valori importanti per una prospettiva di sinistra basata sull’uguaglianza morale fra tutti i cittadini. Da un lato, come sopra richiamato, il reddito di cittadinanza riflette il diritto di ciascuno alla propria parte di risorse comuni, così mettendo in discussione la liceità di un’appropriazione interamente privata. Il sinonimo usato da Meade di dividendo sociale è emblematico: come i titolari di risorse private hanno diritto ai dividendi delle azioni, così noi cittadini abbiamo diritto ai frutti delle nostre risorse comuni. Si può poi discutere di quali risorse considerare comuni. Paine e George pensavano soprattutto alla tassazione e redistribuzione universale della rendita fondiaria. Rawls ha esteso alle rendite derivanti dai frutti del proprio talento (naturale) e van Parijs alle rendite associate ai buoni lavori scarsi. Van Parijs, poi, in un interessante scambio con White ha riconosciuto che il valore delle rendite deriva dalla cooperazione sociale, così accettando una doppia configurazione di dividendo sociale, una parte da dare a tutti in modo uguale e un’altra da dare a tutti i lavoratori o comunque a tutti coloro che partecipano alla creazione di valore (2).

Il punto è, tuttavia, cruciale. Esistono rendite derivanti da risorse comuni e queste vanno distribuite in modo ugualitario. Dunque, il reddito di cittadinanza non ha necessariamente a che fare con mere finalità di compensazione ex post. Peraltro, anche così fosse, una qualche compensazione ex post potrebbe essere perfettamente giustificata in tanto in quanto/fino a quando non si sia in grado di rimuovere il complesso delle disuguaglianze inaccettabili.

Dall’altro lato, diversamente da quanto talvolta assunto dagli oppositori, il reddito minimo non necessariamente poggia su giustificazioni caritative o di contrasto dei costi sociali della povertà, patentemente inaccettabili per chiunque creda nell’uguaglianza morale dei cittadini. Al contrario, è perfettamente compatibile con una prospettiva equitativa. L’idea di fondo, al riguardo, è che redditi uniformi, quali il reddito di cittadinanza, possano rivelarsi insufficienti in presenza di determinate condizioni di svantaggio (sebbene la base individuale del reddito di cittadinanza possa ovviare a molte delle situazioni odierne di povertà dovuta a carichi familiari). Il che giustifica trasferimenti addizionali a chi sta peggio. Nulla obbliga poi a redditi minimi di mera sussistenza e/o vincolati all’accettazione di qualsiasi lavoro. Al contrario, l’equità milita a favore di redditi di esistenza e attenti alla natura delle richieste effettuate ai beneficiari3.

Infine, entrambi, reddito di cittadinanza e reddito minimo, sono compatibili sia con politiche tese all’incremento della “buona” occupazione sia con trasferimenti di servizi. Lo stesso van Parijs riconosce che una parte del reddito di cittadinanza può essere distribuito sotto forma di servizi. Nel condivisibile riconoscimento dei limiti del reddito ai fini del benessere personale, non si dimentichi, tuttavia, il contributo del reddito alla libertà effettiva: anche fruire di un reddito è una capacitazione.

Convergenze sono, altresì, possibili nel disegno delle misure. Anziché tassare di più i più ricchi per poi redistribuire a tutti un reddito di cittadinanza, si potrebbe lasciare ai più ricchi la quota di reddito di cittadinanza, limitandosi ad una redistribuzione esplicita nei confronti di chi sta peggio. Aggiungo che lo stesso salario minimo potrebbe riflettere, quanto meno in parte, la titolarità di risorse comuni, allentando l’altrimenti rigida separazione fra distribuzione primaria e secondaria. Al contempo, nulla obbliga il reddito minimo all’adozione di una base rigidamente familiare. Al contrario, abbandonando quanto meno in parte il riferimento alle risorse familiari, il trasferimento potrebbe essere esteso a soggetti senza risorse proprie (in primis, giovani), pur essendo parte di famiglie non povere. Un esempio potrebbe essere costituito dalla generalizzazione della norma presente in Francia nella Prime pour l’emploie, sul doppio rimando ad una soglia di reddito familiare ed una individuale. E, comunque, è la base familiare ad aumentare il rischio di trappole dei trasferimenti selettivi (se un altro soggetto della famiglia lavora, il rischio è, infatti, quello di perdere il sussidio). Ancora, le caratteristiche attuali del mercato favoriscano la definizione di redditi minimi relativamente estesi, dati i costi di selezione degli aventi diritto (4).

Si tratta di spunti certamente da approfondire. Pur riconoscendo le distinzioni fra reddito di cittadinanza e redditi minimi (nonché altre configurazioni di reddito di base), mi sembra, tuttavia, importante riconoscere le possibili aree di comunanza.

NOTE

[1] Pennacchi, L. 2013, “Lavoro e non reddito di cittadinanza”, sbilanciamoci.info. 4 giugno; Saraceno, C. 2013, “Una svolta incompiuta”, sbilanciamoci.info, 7 giugno.

[2] Van Parijs, P. 1997, “Reciprocity and the justification of an unconditional basic income. A response to Stuart White”, Political Studies, XLV, pp. 327-330; S. White, 1997, “Liberal Equality, Exploitation, and the case for an unconditional basic income”, Political Studies, XLV pp. 312-326. Sul tema, vedi anche van der Veen, R. 2004, “Basic Income versus wage subsidies: competing instruments in an optimal tax model with a maximin objective”, Economics and Philosophy, 1, pp. 147-183.

[3] Per una proposta di redditi minimi associate a richieste di lavori dignitosi e attenti alla responsabilità di cura, cfr. S. White, Civic Minimum, 2003.

[4] Sul tema, cfr. Gnesutta, 2013 “Garantire il reddito o il lavoro? Una ricomposizione possibile”, sbilanciamoci.info, 2 maggio.

News - Economia

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information