Apertamente

di Paul Krugman, da Il Sole 24 Ore, 27/4/2013 - L'economista Tim Duy ha chiesto recentemente sul suo blog: quando riconosceremo tutti quanti che l'euro è un fallimento? La risposta ovviamente è: mai. Troppa storia, troppe dichiarazioni, troppo ego sono stati investiti nella moneta unica perché quelli coinvolti possano mai ammettere di aver fatto un errore. Anche se il progetto finisse nel disastro più totale, insisterebbero che non è stato l'euro a tradire le aspettative dell'Europa, ma l'Europa a tradire le aspettative dell'euro.
Ma forse è una buona idea ricapitolare le mie opinioni su quelli che sono i veri mali dell'Europa e su quello che si potrebbe ancora fare. Cominciamo guardando com'era l'Europa alla fine degli anni 90. Un continente con molti problemi ma niente che assomigliasse a una crisi, e non c'erano segnali particolari che fosse avviata su un percorso insostenibile. Poi arrivò l'euro. Il primo effetto della moneta unica fu un'esplosione di euroforia: improvvisamente gli investitori si convinsero che tutti i titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona erano egualmente sicuri. I tassi di interesse nei Paesi della periferia scesero drasticamente, innescando enormi afflussi di capitali verso la Spagna, la Grecia e altre economie del genere. Questi afflussi di capitali alimentarono smisurate bolle immobiliari in molti posti, e in generale crearono boom economici nei Paesi beneficiari.

I boom economici, a loro volta, provocarono un differenziale di inflazione: i costi e i prezzi nei Paesi della periferia salirono molto più che nei Paesi del nocciolo duro, come la Germania e la Francia. Le economie della periferia diventarono sempre meno competitive, il che non era un problema fintanto che le bolle alimentate dagli afflussi di capitali duravano, ma che lo sarebbe diventato se questi capitali avessero smesso di arrivare.

E i capitali smisero di arrivare. Il risultato fu una grave recessione nelle economie della periferia, che videro contrarsi drammaticamente la domanda interna ma rimasero deboli anche su quella esterna, a causa della perdita di competitività. Questi sviluppi hanno messo a nudo il problema della moneta unica: uno Stato membro non ha una via semplice per operare un aggiustamento quando scopre che i suoi costi sono disallineati. Nella migliore delle ipotesi le economie della periferia dovranno affrontare una lenta e straziante "svalutazione interna", con una disoccupazione che rimarrà a lungo su livelli alti.

Il problema si è aggravato notevolmente, tuttavia, quando la contrazione delle entrate, combinata alla prospettiva di una prolungata debolezza dell'economia, ha determinato la crescita dei disavanzi di bilancio e suscitato timori relativi alla solvibilità, anche in quei Paesi che all'inizio della crisi avevano un bilancio in attivo e un debito pubblico basso, come la Spagna. Sui mercati obbligazionari si è diffuso il panico e i Paesi del nocciolo duro dell'euro, come condizione per gli aiuti, hanno preteso l'adozione di drastici programmi di austerity. L'austerity, a sua volta, ha condotto a una recessione molto più estesa nei Paesi della periferia, e non essendo stata compensata da misure espansive nei Paesi del nocciolo duro, ha prodotto come risultato una recessione per l'intera economia europea. Una conseguenza è che l'austerity non sta dando risultati nemmeno sulla base dei propri stessi parametri: criteri chiave come il rapporto debito/Pil non sono migliorati, al contrario.

Ci sono stati momenti in cui questa brutta situazione ha rischiato di far naufragare seduta stante l'Europa, con turbolenze politiche che provocavano una perdita di fiducia finanziaria, che provocavano una fuga dai titoli di Stato, che provocavano un assalto agli sportelli, e così via in un circolo vizioso. Finora, però, la Banca centrale europea è riuscita a contenere la minaccia di collasso intervenendo, in modo diretto o indiretto, per sostenere il debito sovrano. Ma se il panico finanziario è stato contenuto, i dati macroeconomici di fondo continuano a peggiorare.

Cosa potrebbe fare di diverso l'Europa? Fin dall'inizio della crisi, i critici come me hanno esortato a mettere in campo una triplice strategia. Primo: intervento della Bce per stabilizzare i costi del debito. Secondo: misure di espansione monetaria e della spesa pubblica nei Paesi del nocciolo duro, per alleggerire il processo di aggiustamento interno. Terzo: un allentamento delle richieste di rigore ai Paesi della periferia (non zero austerity, ma meno austerity, per alleggerire i costi umani). Il primo punto alla fine è stato realizzato, più o meno; ma per quanto riguarda il secondo e il terzo, nulla di nulla.

E I funzionari europei continuano a chiudere gli occhi sulle ragioni di fondo di questa situazione. Continuano a definire la crisi come un problema di dissipatezza di bilancio, che perfino per la Grecia rappresenta solo un elemento della storia e per tutti gli altri Paesi non ha alcuna rilevanza. Continuano a dichiarare il successo delle politiche di austerity e svalutazione interna, usando la prima scusa che trovano: un aumento spurio della produttività calcolata in Irlanda diventa la prova che la svalutazione interna sta funzionando; il calo dei rendimenti dei titoli di Stato dopo l'intervento della Bce viene sbandierato come la dimostrazione della bontà dell'austerity. Questa quindi è la situazione. E faccio fatica a immaginare un lieto fine.

News - Economia

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information