Apertamente

di Marzio Galeotti e Alessandro Lanza da LaVoce.info del 27/1/2017 - Il governo prepara una nuova Strategia energetica nazionale. Al di là delle polemiche suscitate dalla notizia, è importante concentrarsi sugli elementi imprescindibili che dovrebbero costituirne la base. E far tesoro delle esperienze del passato, come i limiti della pur ambiziosa Sen del 2013. Da Pen a Sen. Il dibattito intorno alla nuova Strategia energetica nazionale (Sen) è partito con un carico di polemiche degne di miglior causa. Non ha certamente aiutato la modalità con cui la notizia è stata comunicata – un’indiscrezione giornalistica – né la decisione del ministro Calenda di affidare la redazione di una prima bozza del documento a un consulente privato esterno all’amministrazione, come aveva già fatto Corrado Passera, estensore della Sen attualmente in vigore. A quella decisione è seguito un “apriti, cielo!” delle burocrazie ministeriali e non, degli esperti dentro e fuori le università e i centri di ricerca. Nonostante la cosa non sia partita nel modo migliore, quello che è rilevante – e ancora poco discusso – è il ruolo che un documento di questa di portata possa o debba avere nell’offrire linee guida utilizzabili da tutti gli operatori.
La Sen oggi in vigore è stata presentata nel marzo 2013 dagli allora ministri Passera (Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti) e Clini (Ambiente) attraverso un decreto interministeriale.
Si trattava di un documento complesso con molte ambizioni, qualche merito e diverse criticità. Soprattutto aveva il pregio di reintrodurre un elemento di strategia pubblica complessiva in un mondo, quello dell’energia, privo di un quadro di riferimento organico da un quarto di secolo. L’ultimo Piano energetico nazionale (Pen) risaliva infatti al 1988, quando l’energia rinnovabile era di là da venire. La Sen arrivava poi in una fase di riflessione, dopo un decennio di privatizzazioni importanti per il settore – Eni nel 1993 ed Enel nel 1999 – e di fondamentali interventi legislativi che hanno modificato a fondo gli assetti esistenti. Basterebbe solamente ricordare il decreto Bersani del 1999 con cui si avviava la liberalizzazione del mercato elettrico.
La Sen di Passera e Clini non è stata tuttavia incisiva, un po’ perché il governo che la promosse era già stato superato al momento della presentazione del documento, un po’ perché conteneva alcune questioni davvero complesse da digerire. La Sen 2013 è dunque rimasta un documento e niente di più. Difficile affermare che i provvedimenti presi dai successivi governi si siano inseriti in modo organico all’interno delle priorità indicate in quel documento. Alcune di esse paiono oggi fuori dal tempo, come l’idea di fare dell’Italia un “hub” del gas sud-europeo, con il rischio evidente di avere una sovrabbondanza di infrastrutture (rigassificatori, gasdotti) rispetto a una domanda in calo e a un’Europa che si avvia verso la decarbonizzazione. O come l’improbabile politica di raddoppio della produzione nazionale di idrocarburi che, nonostante l’esito del referendum “no-Triv”, appare tutto fuorché una priorità nel momento in cui in tutto il mondo ci si sta chiedendo quanti idrocarburi rischiano di restare sottoterra nei prossimi anni. Senza contare che le stesse multinazionali del petrolio rivedono radicalmente i propri piani industriali e i produttori di autoveicoli sterzano verso la mobilità elettrica.
I dati imprescindibili
Quali sono i suggerimenti che possono essere tratti dall’esperienza della passata Sen? Volendo limitarsi solo al contesto, qualunque strategia nazionale è oggi condizionata da alcuni imprescindibili elementi:
•    i mercati energetici domestici sono liberalizzati e caratterizzati da una pluralità di attori privati, il che rende impossibile la pianificazione del passato. Strategia non fa rima con pianificazione, ma con indirizzo;
•    l’economia italiana è calata in un contesto europeo caratterizzato da una politica energetica e climatica centralizzata: le varie direttive europee – ultimo in ordine di tempo è l’articolatissimo “winter package” – condizionano enormemente le scelte autonome nazionali;
•    il mondo dell’energia è estremamente mutevole: poche variabili hanno conosciuto andamenti altalenanti e capovolgimenti repentini come i prezzi internazionali dell’energia e pochi shock come quelli energetici hanno colpito così profondamente i sistemi economici;
•    la tecnologia è cruciale nel mondo dell’energia, uno degli ambiti dove sono più intensi lo sforzo di ricerca e il progresso tecnologico. Questo significa che chi vuole “fare strategia” deve fare uno sforzo di immaginazione più che di previsione e deve darsi un orizzonte temporale sufficiente: non 2030 ma 2050;
•    preparare una bozza per poi aprirla al dibattito e modificarla di conseguenza ha un senso se gli attori che partecipano al processano ricevono un adeguato ritorno per la loro partecipazione: servono tavoli di consultazione per dare il senso del coinvolgimento.
Il lavoro infatti non termina nel proporre il documento alla discussione, ma solo dopo che la consultazione si è compiuta e che si è anche dato conto del modo in cui suggerimenti, critiche e indicazioni indipendenti sono stati recepiti. La condivisione è un elemento importante ed è totalmente mancato nella precedente esperienza.

News - Economia

Quale orizzonte per la sinistra

Indagine SWG per Apertamente

Scarica l'indagine >>>

Galleria fotografica

Consigliati

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...

Le mie memorie

Le mie memorie
Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile.
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information