Apertamente

di Elena Granaglia da Sbilanciamoci.info del 29/3/2016 - Il reddito di base va maneggiato con cura; ma con la necessaria consapevolezza che esso è anche, inequivocabilmente, parte integrante dei diritti di cittadinanza. La recente crisi economica, che ha esacerbato i rischi di povertà e di vulnerabilità, e le tendenze di più lungo periodo del capitalismo contemporaneo, con i connessi fenomeni di precarizzazione e distruzione di tante occupazioni, rendono sempre più centrale la domanda di come assicurare a tutti un reddito decente. Questo volume si è concentrato sul reddito di base, intendendo con tale termine un trasferimento monetario, finanziato dalla collettività attraverso le imposte e volto ad assicurare a tutti uno zoccolo di reddito, liberamente spendibile sulla base delle preferenze dei beneficiari, senza vincoli di destinazione. Quattro sono i principali contributi che vorremo avere offerto. Il primo è la messa a fuoco della pluralità di configurazioni che il reddito di base può assumere. Vi sono configurazioni al centro della discussione pubblica, quali il reddito di cittadinanza, ossia un reddito indirizzato a ciascun individuo a prescindere da qualsiasi condizione, e il reddito minimo, ossia un reddito vincolato alla condizione di essere poveri e, da alcuni decenni, alla condizione della disponibilità all’attivazione, innanzitutto, grazie al lavoro. Vi sono, altresì, l’imposta negativa, ossia un programma integrato di spesa-imposta, grazie al quale chi guadagna un reddito inferiore al reddito-soglia riceve un trasferimento (appunto, l’imposta negativa) e chi ha redditi superiori paga l’imposta (positiva) limitatamente alla parte di reddito eccedente il reddito-soglia; il reddito di partecipazione, ossia un reddito di cittadinanza vincolato alla disponibilità all’attivazione e dotazioni una tantum di capitale.

Le diverse configurazioni possono poi declinarsi in forme parziali. Ad esempio, tutte possono introdurre una qualche categorialità. Il reddito di cittadinanza può essere limitato ai minori; il reddito minimo agli anziani poveri e le imposte negative ai lavoratori.

Infine, qualsiasi sia la scelta, ciascuna configurazione può differenziarsi a seconda di quelle che abbiamo individuato come le variabili fondamentali di qualsiasi schema di reddito di base, vale a dire, i criteri di accesso, l’ammontare e la durata del trasferimento, le modalità di amministrazione e lo spazio occupato all’interno delle più complessive politiche di sostegno al reddito.

Conoscere questa varietà è utile contro il pressapochismo che talvolta si riscontra nel dibattito pubblico dove non è inusuale definire reddito di cittadinanza un reddito minimo e salario minimo un reddito di base, quando quest’ultimo rappresenta un trasferimento finanziato dalle imposte e il salario minimo una regolamentazione delle retribuzioni. Certamente, non esiste la definizione «corretta» e non abbiamo ricercato «purezze» terminologiche. Chiamare una cosa con un nome tipicamente riservato a un’altra rischia, tuttavia, di oscurare il senso e la forza delle proposte considerate. Inoltre, essere consapevoli della pluralità di scelte che restano aperte anche dopo avere effettuato la decisione iniziale a favore dell’una o dell’altra configurazione di reddito di base permette di contenere il rischio di effetti diversi dagli attesi. Il diavolo, insomma, è spesso nei dettagli.

Il secondo contributo è la presentazione aggiornata di cosa si sta muovendo in Europa e in Italia in materia di reddito di base. Si dovrebbe, anzi, parlare di redditi minimi, essendo questa la configurazione assunta nella pratica e, tranne alcune eccezioni, anche la più difesa sul piano delle proposte. Utilizzando le variabili fondamentali sopra richiamate, si sono messe a fuoco le principali differenze e somiglianze tra gli schemi di reddito minimo oggi esistenti nei Paesi europei. Le somiglianze includono diversi aspetti critici, quali il difficile accesso alla misura da parte delle fasce giovanili, la capacità, in alcuni casi piuttosto scarsa, di contrastare la povertà, e i vincoli, crescentemente sanzionatori, relativi alla disponibilità all’attivazione. A completare il quadro, sono state ricostruite le principali azioni intraprese dall’Unione europea in ambito di lotta alla povertà e all’esclusione sociale e si sono descritte alcune recenti proposte a favore dell’introduzione, nell’Unione, di un reddito di base.

Successivamente, abbiamo descritto l’elevata frammentazione, tanto categoriale quanto territoriale, delle misure di contrasto alla povertà esistenti in Italia. Abbiamo, altresì, descritto e confrontato nel dettaglio le principali proposte a favore di un reddito di base oggi presenti nel nostro paese. Tali proposte, pur differenziandosi lungo molte dimensioni, sono tutte, a prescindere dal nome, misure di reddito minimo: sono indirizzate a chi è povero, ancorché adottino soglie diverse di povertà e modalità differenti di prova dei mezzi. Tutte contemplano, inoltre, richieste di attivazione attraverso il lavoro, talora presentando vincoli anche più marcati di quelli esistenti negli altri Paesi europei.

Il terzo contributo è la disamina delle principali obiezioni che, nella letteratura e nel dialogo pubblico, sono mosse al reddito di cittadinanza e al reddito minimo. Seppure con argomentazioni in parte diverse, esse vertono essenzialmente sulle carenze nella tutela dai bisogni, sul parassitismo e sull’adozione di una visione riduttiva della giustizia sociale, che si limita a assicurare un po’ di assistenza/compensazione/protezione. Comportando una diminuzione dell’offerta di lavoro, parassitismo e assistenza comprometterebbero, altresì, l’efficienza.

Il reddito di cittadinanza sarebbe poi insostenibile sotto il profilo finanziario, mentre il reddito minimo, con il vincolo all’attivazione, comprometterebbe l’indisponibilità dei diritti (rendendo il trasferimento dipendente dai comportamenti) e, con la selettività, sancirebbe una divisione fra cittadini di serie A e di serie B.

Abbiamo risposto a queste obiezioni, mostrando come sia il reddito di cittadinanza sia il reddito minimo siano difendibili in termini non solo di giustizia sociale, ma anche di efficienza, in quanto stimolo, fra l’altro, alla cooperazione. Il contributo appare particolarmente importante negli attuali mercati del lavoro, caratterizzati da transizioni frequenti da un posto di lavoro a un altro, come sottolineato anche da molti documenti europei sul costo delle «non politiche sociali».

Dirimente è come si specificano le diverse variabili. Per quanto concerne i redditi minimi, ad esempio, dirimente, ci sembra l’adozione di una prospettiva di «reciprocità equa» che obbliga a definire i processi di selezione e le misure di attivazione da una posizione di comune uguaglianza morale fondamentale.Considerando i redditi minimi esistenti in Europa e proposti per l’Italia analizzati nei capitoli secondo e terzo, la realtà attuale ci sembra, tuttavia, spesso assai distante dal soddisfare tale requisito.

La consapevolezza delle ragioni etiche ed economiche a favore sia del reddito di cittadinanza sia del reddito minimo non può, tuttavia, mettere in ombra le criticità di entrambi. Il reddito di base, qualunque sia la configurazione, è una misura delicata. Il che spinge ancora una volta a sottolineare l’importanza dei dettagli. Ad esempio, nonostante le ragioni in termini di diritto alle risorse comuni nonché di diritto a un’esistenza decente, il reddito di cittadinanza rimane esposto a rischi di parassitismo. Similmente, nonostante le possibili ragioni in termini di diritto a una compensazione in presenza di cattiva sorte, il reddito minimo rimane esposto ai tanti rischi della selettività. Basta che si definiscano in modo leggermente diverso la soglia che separa gli aventi dai non aventi diritto e/o le risorse da verificare nella prova dei mezzi e varia anche il novero dei beneficiari.

Proprio alla luce della compresenza di diverse luci e ombre, e questo è il quarto contributo, abbiamo presentato due possibili configurazioni che ci paiono in grado di minimizzare i possibili punti critici. Esse sono il reddito di partecipazione e quello che abbiamo definito, nonostante l’apparente ossimoro, un reddito minimo di cittadinanza.

Va, tuttavia, riconosciuto che, per quanto importanti, tali configurazioni e il più complessivo reddito di base non possono e non devono essere caricati di tutto l’onere del contrasto alla povertà e alla vulnerabilità che i mercati hanno creato e stanno creando. Sono, pertanto, urgenti anche una ridefinizione delle responsabilità del mercato e delle imprese che in esso operano e, dunque, nuovi equilibri fra pre-distribuzione e, con essa, politiche dell’occupazione e politiche di regolazione dei mercati e delle imprese, e redistribuzione.

In breve, il volume offre una gamma di conoscenze analitiche, descrittive e normative a chi vuole opporsi sia alle accuse di assistenzialismo spesso mosse al reddito di base, sia alle sterili contrapposizioni fra sostenitori del reddito minimo e sostenitori del reddito di cittadinanza, sia, ancora, alla sempre presente retorica della perversità (Hirschman, cit.) secondo cui qualsiasi intervento, anche se mosso dalle migliori intenzioni, è destinato a generare esiti negativi.

L’abbiamo detto più volte. Il reddito di base va maneggiato con cura; ma con la necessaria consapevolezza che esso è anche, inequivocabilmente, parte integrante dei diritti di cittadinanza.

News - Economia

Galleria fotografica

Consigliati

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino

Appuntamento a Chinguetti. Le vie del destino
di Cristina Cristofoli La Caravella Editrice Caprarola, 2019; br., pp. 184

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager

Le 10 imprevedibili qualità di un bravo manager
di Michele Degrassi - Breve vademecum su come affrontare le nuove sfide della gestione manageriale

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information