Apertamente

di Davide Strukelj del 17/1/2019 - Assistiamo in questi ultimi anni ad una progressiva affermazione del populismo e al suo sdoganamento a pratica politica comune, o addirittura ad archetipo, in quanto “figlio dei tempi”. Le domande che dovremmo porci come cittadini, altro termine che sta vivendo una nuova e spensierata giovinezza e sul quale meriterebbe invece di ragionare più approfonditamente, non possono però riguardare solo la liceità del populismo in sé, ma dovrebbero indagare anche l’efficacia di tale movimento culturale e politico dal punto di vista del servizio che il governo della pubblica amministrazione deve rendere allo Stato ed ai cittadini medesimi. La dimensione morale della politica, sulla quale peraltro sono state scritte milioni di parole, ha invero barcollato negli ultimi anni altalenando tra gli estremi confini della legalità ed oltre, spesso screditando personaggi, partiti e la stessa politica generalmente intesa. Ma è altrettanto vero che “l’arte del possibile” (per citare Bismarck) deve essere necessariamente valutata tanto ex post in base ai risultati conseguiti, quanto ex ante ed in fieri in base ai propositi, all’attività corrente ed alla comunicazione quotidiana. Proprio relativamente al divenire, oggi come poche volte nel passato, la politica si è “personificata” diventando carne e sangue per diretta trasposizione dei (supposti) contenuti nelle personali manifestazioni del leader del momento. In questo modo la politica tutta si materializza uscendo dall’ambito delle idee (fondate o meno che siano) e diviene parola, gesto, immagine e slogan anziché risultato concreto, e così focalizzando l’attenzione dell’elettorato (i cittadini, sic) sul giudizio dell'attimo spettacoloso e non sulle idee, l’azione e le conseguenze dell’attività di governo.

In una bozza di analisi quale questa, peraltro condensata in poche righe ma che comunque ha volontà di inquadramento, non si può prescindere dal contesto sociale e mediatico nel quale oggigiorno la politica genera il suo consenso e dunque la sua consacrazione. Faccio menzione in particolare all’uso sfrenato e strumentale dei mezzi di comunicazione, specificatamente i cosiddetti “social”, che hanno conquistato notevole importanza negli ultimi anni, tanto nei termini della generazione del consenso, quanto nei termini della generazione dei leader. Anche se, in verità, bisogna notare che ultimamente anche altri mezzi di comunicazione più tradizionali hanno modificato il loro modus, avvicinandosi molto agli schemi di funzionamento dei social.

In un ambiente politico e sociale di questo tipo il leader (o come si preferisce chiamarlo oggi, utilizzando una metafora calcistica, il “capitano”) perde la sua qualità di “soggetto” politico, assumendo una meno gratificante e più ambigua valenza di “oggetto” politico. Ovvero, così come l’utente dei “social” passa, senza nemmeno rendersene conto, dalla categoria di “fruitore” alla categoria di “merce”, alla stessa maniera il sistema dell’informazione iper-diffusa e iper-gestita (o iper-liquida, sempre per citare i grandi) digerisce i “capitani” del momento in virtù dei desideri del popolo populista, ne controlla la comunicazione, i contenuti e le decisioni, e ne indirizza le azioni.

Secondo questa strategia le notizie e gli avvenimenti divengono strumento di propaganda e, opportunamente gestiti, servono la causa della popolarità del leader, a prescindere dalla fondatezza e dalla reale coerenza. Oltre ai molti casi domestici, vale anche l’esempio dei cosiddetti gilet gialli francesi che, anche se evidentemente corroborati da richieste complessivamente insoddisfacibili (abbassamento delle tasse, aumento dei salari ed aumento della spesa sociale per sanità, scuole e servizi), vengono avventatamente utilizzati da populismi senza casa ideologica e al solo fine di generare un consenso immediato e spendibile politicamente.

Che cosa rappresenta dunque un leader in un contesto siffatto? E soprattutto, è davvero leader chi riesce a riassumere con linguaggio semplice e veicolabile attraverso i moderni strumenti di informazione i sentimenti viscerali di una (più o meno) larga fetta del popolo? Ed è davvero costui il burattinaio della politica esibita sui media moderni, oppure diviene egli stesso burattino di un volere diffuso, volubile ed indefinito o (peggio) di poteri nascosti nell’ombra e capaci di fomentare disagio da usare opportunisticamente per generare consenso?

Costoro non sono leader.

Un vero leader ha idee innovative e capacità di convincere le folle. Un vero leader sa qual è il traguardo da raggiungere per il benessere del suo popolo e ce lo conduce con la forza delle idee, dei programmi e dell’attività di governo. Un vero leader non viene trascinato dai sentimenti ondivaghi e passionali di un popolo frustrato e maltrattato, ma viceversa trascina la sua comunità verso una meta definita spiegando, convincendo e agendo di conseguenza. Un vero leader è portatore di innovazione e soluzioni, e non cassa di risonanza mediatica di malumori e di conseguenti facili (quanto improbabili) espedienti dati in pasto alla folla per il tramite di media, social e non social.

Un vero leader non fomenta il disagio delle masse, ma genera costruttiva convivenza e progresso.

News - Italia

Galleria fotografica

Consigliati

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi

Guardare al futuro. La politica contro l’inerzia della crisi
di Franklin D. Roosevelt - a cura di Giuseppe Amari e Maria Paola Del Rossi; prefazione di James K. Galbraith; Roma: Castelvecchi Editore, p. 340.

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information