di Vichi De Marchi da Striscia Rossa dell'1/9/2018 - “Tra il 1945 e il 1952 circa 70 mila bambini tra i 6 e i 12 anni del sud povero, vennero accolti da famiglie del nord per essere sfamati.
 Da Roma, Cassino, da Napoli, dalla Ciociaria e dalla Puglia partirono i treni per Reggio Emilia, Modena, Mantova, Ravenna, Ancona”. Questa nota la si ritrova alla fine di un libro senza età, adatto ai bambini più piccoli ma valido per tutti, realizzato con la solita maestria progettuale, grafica e autoriale dalla casa editrice Orecchio acerbo. Si tratta di “Tre in tutto” di Davide Calì con i disegni bellissimi, in bianco e nero, di Isabella Labate. La vicenda è tra quelle sepolte, o forse mai davvero conosciute, della nostra storia recente. Del secondo dopo guerra si preferisce ricordare il boom degli anni Sessanta, il sogno dell’automobile, delle vacanze estive di massa, la voglia di divertirsi e non la fame che ha attanagliato il sud Italia anche quando la libertà era stata riconquistata insieme alla pace. Eppure ancora per anni, finita la guerra, adulti e minori non hanno saputo cosa volesse dire mangiare due volte al giorno. Molti bambini sono stati mandati al Nord, da famiglie che sentivano forte il bisogno di aiutare.
In copertina, il sottotitolo di “Tre in tutto” recita “quando solidarietà e accoglienza moltiplicavano anche il numero delle madri”. Sono le madri dell’”alta Italia” che accolsero i bambini poveri del Sud nonostante il prete al paesiello avesse messo in guardia i genitori che lì, al Nord, c’erano i comunisti da cui guardarsi. Il viaggio per molti bambini, significò la scoperta del mondo: il mare, il treno, altri paesaggi, una stanza tutta per sé e cibo a volontà. Significò anche paura e dolore per il distacco. Le “trasferte” durarono mesi, talvolta anni, come nel caso dei piccoli protagonisti di “Tre in tutto”, due fratelli che vanno a vivere in famiglie dirimpettaie imparentate e unite dal desiderio di dare un tetto e il calore di un affetto. La storia fantastica, ma che evoca storie vere, è stata ispirata dal documentario di Alessandro Piva, Pasta nera.
Dal documentario di Alessandro Piva, “Pasta nera”
Settantamila bambini è un numero considerevole se paragonato alle statistiche sul flusso di minori immigrati nel territorio italiano che mostra cifre più ridotte. Secondo le statistiche dell’IOM, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, nel nostro territorio “sono arrivati 28.223 minori tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2016, di cui 25.846 (92%) non accompagnati o separati dai genitori”.
Un numero ben al di sotto dei settantamila bambini poveri del sud andati a vivere in famiglie del Nord. Eppure si urla all’invasione. Eppure preferiamo dimenticare che siamo stati poveri. L’oblio serve a far posto alla propaganda. Per questo – per non dimenticare la nostra storia – anche un libro per bambini come “Tre in tutto”, è utilissimo, oltre che bello. E, forse, può indicare una strada: se l’accoglienza di chi aveva di più ha funzionato nel nostro dopo guerra perché non rilanciarla per chi oggi scappa da altre guerre?

News - Italia

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information