Apertamente

di Francesco Cancellato da Linkiesta.it del 15/3/2017 -  Altro che «Dobbiamo tornare sui territori». La sinistra non si interessa di nulla fuori dalle grandi città. Risultato: la nostra “rust belt” dà spazio alle politiche di Lega e Cinquestelle, che guadagnano consenso. E in futuro sarà sempre più così. «Dobbiamo tornare sui territori». Se siete elettori di centro-sinistra e avete alle spalle un po’ di timbri sulla tessera elettorale avrete sentito questa frase almeno una decina di volte, in prossimità di ogni sconfitta, soprattutto di quelle inattese. In quelle quattro parole di auto-fustigazione c’è tutta la frustrazione di una nomenclatura che puntualmente si dimentica che il mondo non finisce a Roma, Milano, Torino, Napoli e che esistono stazioni da cui non passano Freccia Rossa e Freccia Bianca. E che puntualmente piange lacrime amare per essersi dimenticata, ogni volta, di territori e piccoli comuni, di averne lasciato rabbie e paure alla mercé degli altri. La prossima volta sarà diverso, giurano. Salvo poi ricascarci, puntualmente.

Siamo daccapo? Forse sì, se diamo retta ai sondaggi più arditi, come quelli di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, una che spesso ci prende, e che racconta di un Movimento Cinque Stelle stabilmente sopra il 30%, di una Lega Nord che lambisce il 15% e soprattutto di un Partito Democratico che arranca attorno al 23%. Uno scenario da brivido, dalle parti del Nazareno e nei dintorni delle cancellerie europee. Uno scenario che ha origini ben precise.

I sondaggi raccontano di un Movimento Cinque Stelle stabilmente sopra il 30%, di una Lega Nord che lambisce il 15% e soprattutto di un Partito Democratico che arranca attorno al 23%

Lo spiegano bene, se non bastasse l’esperienza, un paio di studi presentati nei giorni scorsi all’Università Bocconi, secondo cui l’emergere dei populismi e dei radicalismi di destra, in Europa, ha due origini ben precise. Secondo il paper dei ricercatori Colantone e Stanig, il massiccio afflusso di prodotti cinesi sui mercati di consumo del Vecchio Continente a cavallo del cambio di millenni. Secondo quello di Chris Dustmann dell'University College of London, il massiccio afflusso di profughi e migranti degli ultimi anni. Due fenomeni distanti tra loro nel tempo e nel significato che hanno tuttavia eroso ricchezza e certezze soprattutto nelle aree ad alta intensità manifatturiera e in nelle comunità più piccole e identitarie.

Ora: l’Italia è un Paese ad altissima densità manifatturiera, soprattutto - ed è nostra esclusiva peculiarità - nei territori non metropolitani. È lì che si sono sviluppati i nostri distretti, molti dei quali sbriciolati dalla concorrenza cinese, molti - quelli sopravvissuti - messi in ginocchio dalla crisi del 2008.
È lì che chiudono le aziende e non ne nascono di nuove, nonostante nel complesso l’economia stia andando meglio di prima: a Sovignana, in Toscana, dove la Cartotecnica Maestrelli lascia a casa 33 persone. A Valguarnera, vicino a Enna, dove il fallimento dell’Abival produrrà una cinquantina di nuovi disoccupati. In provincia di Pavia, dove la Marvell lascia a terra 78 ricercatori. A Castelfranco Modenese, dove sono venti i lavoratori che perderanno il lavoro a causa della chiusura della Broc Metal. A Cigole, in provincia di Brescia, dove il fallimento della Top Working causerà 14 licenziamenti. Tutti casi degli ultimi dieci giorni.

l’Italia è un Paese ad altissima densità manifatturiera, soprattutto - ed è nostra esclusiva peculiarità - nei territori non metropolitani. Ed è proprio qui, in provincia, nei paesi, che cresce il disagio economico. Chi si occupa di queste zone? Non i grandi partiti di sinistra, ma soggetti politici come la Lega e il M5S

Ancora: è lì che stanno cadendo una a una, come pere mature, le banche che avevano nel rapporto privilegiato con i territori la loro cifra identitaria e il loro modello di business. È lì che sono arrivati buona parte degli stranieri a lavorare, chiamati per abbassare il costo del lavoro e per rendere competitive le nostre produzioni, fossero esse manufatti, prodotti agricoli, case. È lì che la disoccupazione ha morso più cattiva, costringendo i giovani a migrare nelle città e poi fuori dall’Italia, uomini e donne, italiani e stranieri, a reinventarsi in qualche modo, in un alveo di economia sommersa e irregolare che ha generato ulteriori tensioni competitive.
È lì che i comuni non hanno più una lira da spendere per provare a tamponare le ferite. È lì che montano rabbia e paura, disillusione e voglia di tornare indietro, a quando le cose erano comunque dure, ma più semplici.

A queste domande, a queste paure, piaccia o meno, rispondono solo Salvini e Grillo. Che spargano sale sulle ferite, anziché disinfettarle è un altro discorso. Quel che importa è che non le ignorano, che sono riuscite a far diventare le aree interne, la rust belt della nostra penisola, il cuore del loro storytelling. Che tutto questo valga più di riforme e trattative per scongiurare crisi aziendali può essere sbagliato e ingiusto, e probabilmente lo è. Ma siamo nell’era della comunicazione, bellezza. E che questo sia sfuggito a un comunicatore, per di più proveniente dalla provincia, non certo dall’establishment metropolitano, rischia di essere un errore da matita blu.

News - Italia

Quale orizzonte per la sinistra

Indagine SWG per Apertamente

Scarica l'indagine >>>

Galleria fotografica

Consigliati

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...

Le mie memorie

Le mie memorie
Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile.
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information