Apertamente

di Alessio Conti da MicroMega del 2/3/2017 - Una delle sfide che le principali città italiane dovranno affrontare nei prossimi anni, sarà quella di riuscire a ricucire il proprio tessuto urbano dal punto di vista urbanistico, economico e sociale; da nord a sud ciò che accomuna queste realtà è il crescere della distanza tra il centro e le periferie, spazi che non rappresentano distanze fisiche ma che si declinano in gap sociali, economici e infrastrutturali, fenomeni di marginalizzazione individuali e di piccole realtà ai quali si deve porre rimedio guardando al benessere della collettività e allo sviluppo economico sostenibile locale. In questo contesto le Istituzioni hanno un ruolo chiave per indirizzare il cambiamento che passa anche dal voler recuperare e svolgere quel ruolo di guida nei processi sociali di trasformazione urbanistica che gli è proprio. Spesso le nostre città sono cresciute senza che una pianificazione urbanistica ne abbia guidato l’espansione territoriale la quale, di contro, si è plasmata per rispondere ad esigenze contingenti, economiche, territoriali, logistiche, speculative o di necessità. Nella maggior parte dei Comuni medio-piccoli italiani, con un picco che si riscontra nel periodo di boom economico degli anni ’70, l’urbanizzazione è avvenuta lungo le principali vie di comunicazione provinciali, costituendo un continuum abitativo dove centro e periferia si alternano e le città scorrono senza poter distinguere dove inizi l’una e finisca l’altra. Nelle città metropolitane, Roma fra tutte, laddove per decenni sono mancati gli strumenti di pianificazione ordinaria (il piano regolatore ad esempio) la periferia è nata in forma diffusa con insediamenti sparsi nel territorio, dal nulla sono nati interi quartieri, molti dei quali tuttora privi di servizi locali e d’infrastrutture viarie, mentre le aree che un tempo ospitavano fabbriche ed opifici ed erano collocate ai margini della città ora costituiscono archeologia industriale situata all’interno del tessuto urbano: recuperare queste fratture è una delle sfide che le Istituzioni devono affrontare per ricucire i territori e dar loro un ruolo e nuove funzioni poste in un disegno più grande che, appunto superi il dualismo centro-periferia.

Tuttavia, urbanistica e pianificazione territoriale non sono le uniche leve su cui agire. Se con gli strumenti di pianificazione, pur postumi, si può prendere atto dell’esistente e creare programmi di intervento per dotare, ad esempio, i quartieri delle opere mancanti e delle infrastrutture viarie o attuare interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, resta un altro tema complementare da affrontare relativo ad investire con forza sulla ricucitura del tessuto sociale, lacerato dalla crisi economica e dalla percezione diffusa di chi abita le zone di cintura di essere esclusa dai processi di vita cittadina.

L’aumento nelle città metropolitane dei prezzi delle abitazioni, la crisi economica che ha causato la perdita di numerosi posti di lavoro, la contrazione dei mutui erogati dalle banche, hanno fatto si che molte persone abbiano cercato al di fuori dei centri urbani i luoghi dove vivere. Luoghi lontani, in una periferia estrema o addirittura in paesi limitrofi, con il rischio di trovarsi nell’ambigua situazione di non sentirsi neanche più cittadini: infatti spesso il luogo di lavoro è lontano e difficile da raggiungere, per colpa del traffico congestionato o per l’inefficienza del trasporto pubblico locale, e al termine della giornata si ha solo voglia di tornare alle propria abitazione, stanchi dopo un lungo viaggio e senza tempo per socializzare, dove la casa stessa diventa luogo dormitorio e camera di compensazione delle tensioni familiari. Questa realtà, nella sua drammaticità, è vissuta da un numero sempre più grande famiglie e singoli individui; il fenomeno è concentrato soprattutto nelle località che, non solo in passato, sono state frutto di un’espansione irregolare e anche in quelle prodotte da Piani di Zona e da interventi programmati da Amministrazioni incapaci poi di portare gli adeguati servizi e le necessarie infrastrutture.

Abusivismo e fallimento degli strumenti di pianificazione sono elementi che, in passato e tuttora oggi, contribuiscono all’alienazione dei cittadini nelle moderne metropoli, insieme al crescente individualismo, che in maniera preponderante caratterizza sempre di più le relazioni umane e alla crisi economica, che crea nuovi poveri e aumenta l’esclusione sociale. La socialità è l’elemento più facile da perdere in queste realtà: lo spirito di stare insieme e di essere comunità non trova, infatti, spazi nei tempi veloci della metropoli e nei “non luoghi” degli insediamenti urbani periferici.

Uscire da questa impasse è possibile ma ci vogliono interventi coordinati che, intanto, superino il concetto stesso di periferia, cancellando un termine che deve uscire dal vocabolario di chi amministra e pianifica. Occorre iniziare a ripensare gli aggregati urbani come rete di relazioni umane, di infrastrutture, di luoghi dove mitigare i conflitti e fare sintesi di idee e proposte, una rete dove tutto funziona solo se le singole maglie tengono. In questo quadro vanno posti in essere interventi di rigenerazione urbana, non realizzando nuove abitazioni ma riqualificando e trasformando a seconda delle esigenze della città quanto già costruito, collegando quartieri con la mobilità pubblica e facendo investimenti sulle infrastrutture, anche tecnologiche e di cablaggio digitale perché queste fungano da volano per lo sviluppo economico e facilitino il sistema di relazioni, senza dimenticare i servizi pubblici di base e i luoghi di aggregazione, centrali nel recupero della socialità persa. La tutela del patrimonio verde e la sostenibilità ambientale delle scelte di pianificazione sono altri punti su cui investire, insieme alla tenuta idrogeologica delle aree a rischio, puntando a realizzare una città resiliente capace di resistere agli shocks naturali che sempre più frequentemente si abbattono incidendo negativamente nella vita di chi le abita.

Per raggiungere questi obiettivi le Istituzioni devono tornare protagoniste e utilizzare al meglio le opportunità che vengono offerte dalla costituzione delle città metropolitane, dove i fenomeni sono più accentuati, definendo un assetto istituzionale che vada oltre i confini e le competenze delle vecchie Province, che abbia il coraggio di presentare una suddivisione del territorio che, nel valorizzare le singole vocazioni, le sappia declinare creando sinergie tra i diversi Comuni. L’obiettivo vero cui tendere è quello di definire nell’area vasta, zone omogenee per caratteristiche ambientali, culturali, economiche, territoriali, sociali, promuovendo al contempo l’esercizio aggregato delle funzioni amministrative dei singoli Comuni per puntare ad un sistema policentrico, dove ogni parte, ogni unione di Comuni, ogni zona ha un ruolo specifico, porta un contributo, costituisce un pezzo indispensabile ed unico del puzzle che noi chiamiamo Città metropolitana.

Qui la parola “periferia” non ha più senso, perché nulla è più ai margini ma tutti sono parte di un sistema, di una rete di funzioni ed opportunità, che recupera efficienza amministrativa, che mitiga e media i conflitti sociali, che valorizza le vocazioni dei territori e tutela l’ambiente, e che favorisce uno sviluppo infrastrutturale ed economico ordinato attraverso la programmazione strategica e territoriale. In questo contesto il cittadino vivrebbe una piena cittadinanza, parteciperebbe alle decisioni strategiche e sarebbe protagonista del percorso di cambiamento, sviluppando al contempo un senso di appartenenza, recuperando quella centralità che molto spesso è stata considerata alla “periferia” delle priorità politiche-amministrative.

News - Italia

Quale orizzonte per la sinistra

Indagine SWG per Apertamente

Scarica l'indagine >>>

Galleria fotografica

Consigliati

La nube di vapore

La nube di vapore
di Mario Faraone - Il volume La nube di vapore raccoglie una scelta dei contributi presentati in occasione delle due giornate di studio organizzate dall’associazione Apertamente di Monfalcone, ovvero Integrazione, nuovo confine? (2 ottobre 2010) e...

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...

Le mie memorie

Le mie memorie
Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile.
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information