Apertamente

Autori: Fondazione europea di studi progressistii, Fondazione Jean Jaurès, Fondazione Italianieuropei, Fondazione Friedrich Ebert. L'Europa è il nostro patrimonio comune. Il nostro compito è di perseguire la costruzione di un'Europa più unita e democratica. Prendiamo atto che l'assenza di una governance economica europea democratica ed efficace minaccia di trascinare l'Europa in recessione. Privilegiando la deflazione salariale, omettendo di condurre politiche per la crescita e l'occupazione, trascurando la solidarietà e la lotta contro le disparità, riducendo l'Europa a uno spazio di vigilanza e di sanzioni, trascurando il dialogo sociale e la democrazia, si voltano le spalle alla necessità di lottare contro la crisi e allo stesso progetto europeo.

Adesso spetta all'Unione europea fornire risposte appropriate.
La responsabilità di bilancio e la disciplina fiscale sono degli imperativi per la stabilità nella
zona euro e per rilanciare il modello sociale europeo. In ogni Stato, dovrebbe essere
istituito un percorso che garantisca la riduzione del deficit e dell'indebitamento. È'
indispensabile ridurre l'indebitamento sovrano in Europa.
Ciò andrebbe fatto in modo responsabile, nel rispetto delle regole democratiche di una
nuova sovranità europea condivisa e in accordo con i principi di uguaglianza e giustizia
sociale.
Dovrebbero essere adottate quanto prima iniziative, a livello di Unione europea, per
stimolare una crescita sostenuta e sostenibile. Andrebbero rafforzati in questa direzione gli
interventi della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Nella fattispecie, le priorità
dovrebbero essere la creazione di posti di lavoro e la lotta contro la segmentazione del
mercato del lavoro, in particolare nei confronti dei giovani e delle donne.
La politica industriale deve essere reinventata.
Questa deve essere messa al servizio dello sviluppo dei grandi progetti industriali,
tecnologici, infrastrutturali, di ricerca di innovazione, che favoriscano la conversione
ecologica dell'Europa. Questa politica industriale dovrà favorire un'industria sostenibile
(“sobria in carbone”) basata sulle tecnologie verdi, che assicuri impieghi duraturi e
qualificati . Ci sembra inoltre fondamentale appoggiare la diffusione generale e
l'armonizzazione dei “certificati verdi” già esistenti in alcuni paesi dell'Unione europea, per
contribuire alla lotta contro il riscaldamento climatico.
Devono essere create nuove risorse.
Dovrebbe essere subito adottata dal Consiglio la proposta - difesa da tempo dai
progressisti europei e presentata recentemente dal Gruppo dell'Alleanza Progressista dei
Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo - che punta a istituire una tassa sulle
transazioni finanziarie. Questa consentirà un rincaro del costo delle operazioni
speculative, il riequilibrio della tassazione del capitale e del lavoro e faciliterà la lotta
contro l'ingiustizia fiscale. Questa tassa assicurerà inoltre che al rilancio dell'economia
contribuiscano gli stessi soggetti che hanno provocato la crisi finanziaria.
L'Unione Europea dovrebbe assumere iniziative sulle relazioni con i “paradisi fiscali”, con
l'obiettivo di lottare contro l'evasione fiscale e contribuire, nella fattispecie, a sanare le
finanze pubbliche.
Al tempo stesso, sarebbe opportuno affrontare seriamente i profondi squilibri
macroeconomici e sociali all'origine della crisi nella zona euro. Il miglioramento della
competitività dei paesi in situazione di deficit commerciale dovrebbe essere accompagnato
da sforzi reciproci da parte dei Paesi che invece hanno eccedenze, stimolando la loro
domanda interna. Ciò contribuirebbe ad invertire la tendenza alla distribuzione impari della
ricchezza di questi ultimi decenni. Converrebbe inoltre distinguere le spese per gli
investimenti dalle spese di funzionamento.
La solidarietà deve essere posta al cuore delle politiche europee. E' così che sarà
garantita la stabilità della nostra moneta.
Proponiamo di prendere in considerazione il rafforzamento di una responsabilità comune
europea per una parte del debito sovrano. Le euro-obbligazioni contribuirebbero a un
nuovo fondo per il riassorbimento del debito e permetterebbero un riequilibrio delle finanze
pubbliche.
Il fallimento dei tentativi di rispondere alla crisi nella zona euro, da parte dei governi
conservatori in Europa, ha portato la Banca centrale europea a svolgere un ruolo attivo nei
mercati finanziari. Se questo deficit di leadership politica persistesse, la Banca centrale
europea si verrebbe, alla fine, obbligata a svolgere un ruolo ancora più capitale per
combattere la crisi finanziaria.
Questo riorientamento delle politiche economiche in Europa non può comunque essere
concepito senza un vero regolamento finanziario, che rimetta i mercati finanziari al servizio
dell'economia reale e ristabilisca gli opportuni legami tra finanza ed economia.
Tutto ciò suppone il rafforzamento di una vera democrazia su scala europea.
Per questo motivo, l'Unione europea dovrebbe rafforzare le proprie competenze e dotarsi
di una vera governance. I cittadini europei dovrebbe essere messi nelle condizioni di poter
decidere chiaramente gli orientamenti politici dell'Unione. Il metodo intergovernativo
perseguito dai governi conservatori non aiuta. Converrebbe invece estendere la
codecisione alle decisioni fondamentali di politica economica e sociale.
Ciò implica una democrazia europea - basata sul metodo comunitario e su un ruolo più
decisivo per il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali - fondata sulla sussidiarietà e
la partecipazione dei cittadini, e accompagnata dal rafforzamento dell'influenza di veri
partiti politici europei. A questo proposito, i partiti progressisti europei dovrebbero proporre
un candidato comune alla presidenza della Commissione europea.
È così che, nel rispetto della Carta dei diritti fondamentali, un'altro cammino per
l'Europa è possibile.
Traduzione a cura di Maddalena Loy

 

News - Notizie

Galleria fotografica

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information