Apertamente

di Furio Colombo, da il Fatto quotidiano, 10 luglio 2011 - E' difficile immaginare giorni più squallidi di questi in Parlamento, mentre è in discussione una penosa legge che vieta ai cittadini, in modo dettagliato e poliziesco, ogni possibilità  di scegliere e dichiarare in anticipo come, in una situazione di fine vita, vorrebbero morire, se con le macchine o affidati al decorso della natura e del buon medico. Dimenticate il buon medico. "Il medico non può prendere in considerazione Indicazioni del paziente orientate a cagionare la morte". Ricorderete che era quello che Piergiorgio Welby disperatamente chiedeva, non perchè innamorato del suicidio ma perchè travolto dalla pena delle terapie obbligatorie . C'è, qualcuno che non vorrebbe una buona cura ,se quella cura ci fosse? Qui stiamo parlando del confine estremo, ma la spensierata maggioranza del Parlamento, Lega Nord inclusa (quella che si immagina tutto buon senso e famiglia), va via come il vento a votare "proibito", "impossibile", "impedito", "mai e poi mai", come se fosse in discussione una dieta. E via a votare che "il parere espresso dal collegio dei medici non è vincolante per il medico curante, il quale non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico". Ecco introdotta la obiezione di coscienza sul corpo sofferente del povero inconscio. Ed ecco che cosa si intende per "convinzioni di carattere scientifico e deontologico": "l'alimentazione e la idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita."

Inutilmente medici del livello scientifico e della esperienza professionale di Umberto Veronesi e di Ignazio Marino, che sono membri del Parlamento, hanno spiegato in ogni sede che non è vero, sostenuti dalla scienza medica del mondo. Che cosa volete che conti di fronte al ricettario della dottoressa onorevole Binetti, psichiatra sfuggita alla sua specializzazione e autrice del comma 5, art.3 della legge ancora beffardamente intitolata "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso Informato, e di dichiarazioni anticipate di trattamento"?

Priva di ogni preoccupazione al mondo, salvo di piacere al Vaticano (parte antica e retrograda di una potente burocrazia che per il momento tiene bloccato e sotto minaccia il sentimento della pietà ), la maggioranza della Camera dei Deputati va avanti spedita e vota senza pensieri e senza un minimo di riflessione e di coerenza anche questa conclusione dell'articolo 3, comma 5: "Esse (alimentazione e idratazione) non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento". La vendetta contro Eluana Englaro continua. A quanto pare per questa gente (votano tutti, compunti e lieti, come se capissero che cosa stanno facendo, oltre che compiacere Il monsignore, come se sapessero quanta sofferenza stanno preparando soprattutto per i più poveri e i meno assistiti) a quanto pare, per questa gente uguaglianza vuol dire avere diritto tutti alla stessa sorte: dicano le macchine, e non l'amore e la scienza medica, quanto può durare un corpo oltre la vita finita e quanto deve patire un essere umano morente per essere in linea col catechismo.

Ma l'ipocrisia di una così pesante imposizione legislativa sui cittadini è detta bene nel comma 2 dell'articolo 1. Sentite, e riflettete almeno per un istante sulle parole che seguono (e intanto pensate a Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Luca Coscioni): "La presente legge garantisce politiche sociali ed economiche volte alla presa in carico del paziente, dei soggetti incapaci di intendere e di volere e della loro famiglia".

Prima di esclamare "con che coraggio si permettono di dire queste cose, in questi giorni?" andate avanti, all'articolo 9, comma 4: "Dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All'attuazione del medesimo si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già previste a legislazione vigente."

Voglio ricordare ancora, per un momento, il titolo di questa legge triste e bugiarda: "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica...". Alleanza, qui, significa imposizione, obbligo, sottomissione.

Come avete visto, tutto ciò che ha a che fare con il testamento biologico, così come è inteso nelle società libere e democratiche, dove i cittadini sono rispettati, che siano vivi, morti o sul punto di morire, è proibito in questa legge. E' giusto ricordare che Pd e IDV fanno opposizione continua. Ma il Pd - nonostante la invocazione di Bersani, "per favore, in nome del'umanità fermatevi!" - è diviso e indebolito dall'equivoco religioso. Non c'è niente di religioso, in questa legge spietata. E per fortuna ci sono cattolici appassionati e convinti che lo vedono bene e lo testimoniano. Però la barricata di resistenza è composta dalle centinaia di emendamenti dei sei deputati radicali eletti nel Pd. Li ho firmati tutti, almeno per lasciare una traccia: la civiltà è passata alla Camera dei Deputati nei giorni tristi del fondamentalismo vaticano.

E’ passata ma non ha potuto fermarsi.

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