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La crescita prosegue, ma "l'occupazione non riparte" e i consumi stagnano per il calo di fiducia delle famiglie verso la ripresa. Lo scrive la Banca d'Italia nel 'Bollettino Economico' diffuso oggi. "Livelli produttivi distanti da quelli precedenti l'avvio della recessione e un'incidenza ancora elevata degli occupati in Cassa integrazione ostacolano il ritorno alla crescita dell'occupazione", rileva Bankitalia precisando che nei primi due mesi dell'anno, il numero degli occupati in Italia "è ripiegato sui livelli minimi dell'estate scorsa": il tasso di occupazione mostra infatti il -0,3% rispetto al quarto trimestre del 2010. Occupazione. Il tasso di occupazione si è attestato a febbraio "sui livelli minimi dell'estate scorsa (circa 650 mila persone in meno rispetto al I trimestre del 2008). Se l'occupazione non riparte, si legge nel Bollettino, "sono tornate a crescere le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale; è proseguita la contrazione delle posizioni permanenti a tempo pieno". Il tasso di disoccupazione resta "stabile" sui valori medi dello scorso anno "mentre sono aumentate l'incidenza dei disoccupati di lungo periodo e la disoccupazione giovanile". "Il Numero delle persone in cerca di occupazione da oltre dodici mesi è aumentato del 7,4% (73 mila persone), giungendo a rappresentare circa la metà di coloro che cercano lavoro".

Negli ultimi tre mesi dell'anno scorso, sottolinea via Nazionale,
"il tasso di occupazione si è attestato su livelli lievemente inferiori a quelli dell'anno precedente, al 57%. È Ulteriormente cresciuto il numero dei disoccupati (1,6% rispetto a un anno prima, 35mila persone) e degli inattivi (0,4%, 65 mila persone). Il numero di persone che non cercano un'occupazione - aggiunge il bollettino - perchè ritengono di non riuscire a trovarla (i cosiddetti scoraggiati) si è ulteriormente ampliato (6,5%, 92mila persone)".

Produzione. Per quanto riguarda la produzione industriale, dopo la flessione registrata alla fine del 2010, si prefigura un incremento appena positivo  nella media del trimestre. L'attività industriale, sottolinea la Banca d'Italia, "ha registrato lo scorso mese di gennaio un calo largamente inatteso, che è stato parzialmente riassorbito a febbraio; sulla base delle nostre previsioni per marzo, avrebbe segnato un incremento appena positivo nel complesso del trimestre". La crescita del comparto manifatturiero, rileva, "è meno robusta rispetto a quella in atto nelle principali economie dell'area: in confronto ai livelli raggiunti prima della crisi, in Italia la produzione industriale risultava in febbraio inferiore di circa il 18%, a fronte del 9 e 5% in Francia e Germania".

Competitività. La competitività delle imprese italiane, misurata sulla base dei prezzi alla produzione, rileva ancora Banca d'Italia, "è migliorata nell'ultimo bimestre del 2010. L'andamento ha riflesso soprattutto il deprezzamento del cambio effettivo nominale dell'euro, che tuttavia si è interrotto all'inizio del 2011. Nel complesso dello scorso anno il guadagno di competitività è stato pari a circa il 3,5%, di poco inferiore a quello delle imprese tedesche (intorno al 5%)".


La fiducia delle famiglie. Le famiglie italiane, rileva bankitalia, restano caute sui consumi all'inizio del 2011 a causa delle condizioni del mercato del lavoro e dell'andamento in calo del reddito disponibile oltre alla pressione al rialzo sui prezzi. La dinamica dei consumi, aumentata solo dello 0,3% a fine 2010, non si sarebbe rafforzata e fra le famiglie il clima di fiducia è tornato a calare all'inizio di quest'anno. Anche perché, rileva la banca centrale, il debito delle famiglie, pur essendo ben al di sotto dei livelli dell'area euro, è continuato ad aumentare lievemente nel quarto trimestre arrivando al 65,6% del reddito disponibile a causa dell'aumento dei prestiti bancari a medio e lungo termine.

Pil. In Italia la crescita del Pil prosegue ma a ritmi contenuti. "Nel quarto trimestre del 2010 il Pil in Italia - si legge nel documento Bankitalia - è aumentato dello 0,1% sul periodo precedente. Nella media dell'anno è cresciuto dell'1,3%. Si prefigura  una modesta accelerazione dell'attività produttiva nel primo trimestre del 2011, come indicato dalla lieve ripresa della produzione industriale e dalla più vivace dinamica delle esportazioni in gennaio e in febbraio. Anche il clima di fiducia delle imprese industriali e le attese sulla domanda sono migliorati, attestandosi su buoni livelli".

Banche. Secondo le relazioni consolidate dei cinque maggiori gruppi, nel 2010 la redditività bancaria è risultata sostanzialmente in linea con quella dell'anno precedente: il rendimento del capitale e delle riserve (Roe) è rimasto intorno al 4%, mentre gli utili sono cresciuti del 5%, beneficiando della dismissione di attività non strategiche, del contenimento dei costi operativi e della riduzione degli accantonamenti e delle rettifiche di valore. I prestiti continuano ad assorbire più della metà del risultato di gestione. Il margine di interesse si è ridotto del 7%, riflettendo il basso livello dei tassi di interesse e la debole dinamica dei volumi intermediati. Gli altri ricavi sono rimasti stabili: l'aumento delle commissioni ha compensato la flessione dei ricavi dell'attività di negoziazione. Alla fine di dicembre, si legge nel documento, il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (core tier 1 ratio) si attestava in media al 7,8% ma Bankitalia ricorda che nel primo trimestre di quest'anno alcuni grandi gruppi hanno realizzato o annunciato aumenti di capitale.
La qualità del credito, rileva inoltre via Nazionale, è rimasta bassa. Nel quarto trimestre del 2010 il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti è sceso all'1,7% al netto dei fattori stagionali e in ragione d'anno (dal 2% del trimestre precedente), rimanendo tuttavia elevato nel confronto con il livello medio del biennio 2007-08.

Debito pubblico. Cala il deficit e il debito aumenta, ma meno della media degli altri paesi europei, secondo Bankitalia che sottolinea "la prudente politica di gestione del debito, in un contesto che appare tuttora incerto e volatile". Nel 2010 l'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni  è sceso dal 5,4% del 2009 al 4,6% mentre l'incidenza del debito pubblico sul pil è passata al 119%.
"I risultati dell'italia - si legge nel bollettino - sono relativamente più favorevoli di quelli registrati in media nell'area dell'euro". Bankitalia sottolinea poi in merito al debito che l'incremento "è interamente attribuibile al debito delle amministrazioni centrali salito di 3,1 punti. Per contro, l'incidenza del debito delle amministrazioni locali si è lievemente ridotta di 0,2 punti".

Sulla base delle previsioni del Def, infine, Bankitalia calcola in oltre 35 miliardi l'importo delle manovre correttive da attuare nel biennio 2013-2014 per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014.

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