Apertamente

ItaliaPresso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, si è svolto il convegno “L’unità dall’altra parte: i riflessi del processo di unificazione italiana nell’Isontino”. L'iniziativa è stata organizzata congiuntamente dalle associazioni culturali “Apertamente” ed “èStoria”, con lo scopo di presentare al pubblico una prospettiva inconsueta dei riflessi su Gorizia e sull'Isontino del processo di unificazione italiana. Nel 1866, infatti, il nuovo confine che a pochi chilometri da Gorizia divise il Regno d'Italia e l'Impero degli Asburgo per la prima volta impose alla realtà locale il confronto con la nuova organizzazione dello Stato moderno, fatta di burocrazia, centralismo e controlli sconosciuti fino a quel momento. Nell'Isontino numerose furono le
conseguenze, non sempre positive, di un simile confronto.

Nel corso del convegno, Georg Meyr (Università degli Studi di Trieste) ha collocato le vicende isontine all'interno del quadro internazionale, che vide i rapporti italo-austriaci evolversi dall'iniziale condizione di nemici alla successiva alleanza (ma non amicizia) nella Triplice, a partire dal 1882. Roberto Spazzali (Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione) si è invece occupato dell'evoluzione sociale e politica regionale, evidenziando la complessità di una regione, il Litorale austriaco, che rinchiudeva realtà molto diverse, dall'Istria veneziana alla Principesca Contea di Gorizia e Gradisca, comprendendo anche la città di Trieste, per molti versi autonoma e politicamente collegata più a Vienna che al resto della regione.

Franco Cecotti (sempre dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione) ha invece illustrato l'evoluzione fisica subita dal tracciato confinario, dal
precedente confine di antico regime al confine “moderno” tra Stati nazionali, presentando e commentando una serie di carte geografiche d'epoca, comprese alcune tra le prime
carte etniche del territorio giuliano.

Infine, Giulio Mellinato (Università degli Studi di Milano-Bicocca) ha evidenziato come, dal punto di vista economico, l'Isontino in un primo tempo non abbia potuto avvantaggiarsi né dello sviluppo economico del Nord Italia, a causa della politica centralizzatrice del nuovo Regno, né della crescente importanza del polo mercantile triestino, che per lungo tempo impoverì le risorse dei territorio circostanti per alimentare la propria ascesa. In seguito, lo sviluppo fu segnato per lungo tempo dallo
svantaggio iniziale, con effetti permanenti sull'identità locale.

Al termine, si è svolto un breve dibattito e la presentazione delle prossime iniziative di “Apertamente”.

 

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