Apertamente

IntegrazioneIl 15% dei residenti di Monfalcone arriva da un Paese straniero, portando con sé cultura e abitudini, lingua e spesso religione diverse. Parlare di integrazione è però non solo possibile, ma necessario, come emerso nel convegno organizzato ieri dall’associazione Apertamente nell’ex albergo impiegati, perché il fenomeno potrà subire delle modificazioni, ma non è destinato ad arrestarsi.

 

A Monfalcone, causa le difficoltà dell’industria, Fincantieri inclusa, un rallentamento è in atto, ma gli stranieri, stando ai dati forniti ieri da Paolo Polli, sono comunque aumentati dalla fine del 2009 al 31 agosto di quest'anno: 4.193 contro 4.096 (l’incremento nel corso dello scorso anno ha sfiorato le 400 unità), di cui 3.492 extracomunitari e con gli uomini sempre più delle donne. Tornare indietro, insomma, è un’utopia, soprattutto a fronte di una crescente fascia di stranieri che in realtà sono italiani di nascita.

Anche a Monfalcone: alla fine dello scorso anno il 22,8% (50 su 219 piccolissimi) dei bambini con meno di un anno di età residenti in città era di origine bangladesha. Il 26,8% della comunità originaria del Paese asiatico aveva meno di 15 anni e rappresentava l’11,2% del totale dei ragazzi della stessa fascia d’età abitanti a Monfalcone, 3.553 in tutto. Nell’incontro di ieri si è parlato quindi anche delle generazioni più giovani. Lo ha fatto Davide Girardi, responsabile dell’area studi sociali della Fondazione Nordest, a fronte della struttura demografica e dei fenomeni migratori attuali e della loro proiezione al 2029. «I temi che si impongono sono la creazione di percorsi di partecipazione sociale e culturale per gli stranieri nati in Italia - ha affermato Girardi -, che usano gli stessi codici e gli stessi beni di consumo dei coetanei italiani, ma anche un dibattito pubblico sul loro ruolo. Servono soprattutto prospettive di lungo periodo». Bisogna aiutare la nuova generazione a crescere, senza escludere da questo impegno le famiglie, se «si vuole evitare la reazione francese», ha osservato anche l’ex assessore comunale ai Lavori pubblici e ora docente dell'Università di Trieste Bou Konate. «Credo in ogni caso che l'integrazione a Monfalcone sia possibile, anche se con difficoltà - ha aggiunto -.

La cosa importante è non considerare gli immigrati un corpo unico, perché non lo sono». La complessità della situazione di Monfalcone, dove all’immigrazione straniera si affianca quella da altre regioni d’Italia, che pone non meno nodi da sciogliere, deve inoltre fare i conti con una crescente flessibilità del lavoro, di cui ieri ha parlato il presidente di Apertamente, lo storico Giulio Mellinato. A incertezza si aggiunge quindi incertezza: chi arriva a Monfalcone e lavora ad esempio nell’indotto Fincantieri non è sicuro di potervi rimanere.

A differenza degli immigrati dalla Puglia negli anni ’20 dello scorso secolo, che nel cantiere navale trovavano un lavoro da dipendenti. A parlare della "terminologia dell'immigrazione" è stato invece ieri Mario Faraone, docente di Letteratura inglese e letteratura dei Paesi di lingua inglese dell’Università  di Trieste, mentre il vicedirettore del ”Piccolo”, Alberto Bollis, ha parlato del ruolo della stampa, locale e nazionale, nel raccontare la realtà. «A Monfalcone il fenomeno migratorio è importante - ha affermato Bollis - ed è inutile nascondere la realtà, ma anche enfatizzarla. Da parte del nostro quotidiano c’è la volontà di raccontare la realtà, con buonsenso e in buonafede».

Laura Blasich

Da "Il Piccolo" — 03 ottobre 2010   pagina 07   sezione: GORIZIA

News - Notizie

Galleria fotografica

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information