Apertamente

di Paolo Polli del 11/10/2019 - Il taglio dei parlamentari, esibito come panacea di tutti i mali e straordinaria misura di risparmio delle finanze pubbliche, in realtà è, in gran parte, solo demagogia. Un provvedimento che non rende più efficiente la politica, ma limita gravemente la rappresentanza territoriale e culturale, producendo risparmi irrisori. Fatto ora, in questo modo, è soltanto l’inevitabile concessione al Movimento Cinque stelle che, senza quel provvedimento, non si sarebbe nemmeno seduto a un tavolo per costruire l’attuale governo. Un male purtroppo necessario, perché altrimenti oggi avremmo un governo Salvini, la destra padrona del Parlamento e la strada spianata verso il presidenzialismo e la distorsione del nostro sistema democratico.

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News - Italia

di Matteo Zola da EastJournal del 10/10/2019 - Sapevamo già come all’accademia di Svezia, da un po’ di tempo a questa parte, si fosse del tutto perso il senno arrivando ad assegnare il prestigioso premio a menestrelli americani di dubbio valore letterario, per poi sospenderlo travolti da una scandalo per molestie sessuali. Era dunque lecito attendersi uno scatto di dignità, ma le cose sono persino peggiorate. Il Nobel per la letteratura del 2019 è infatti andato – udite udite – a Peter Handke, uno che nega il massacro di Srebrenica. Avete presente Srebrenica, vero?

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News - Mondo

di Sergio Briguglio da LaVoce.info del 8/10/2019 - Il governo prepara un decreto per restringere ancora il riconoscimento del diritto d’asilo. Avrà ben pochi effetti. E in ogni caso, l’Italia ha interesse all’arrivo di migranti, perché li richiede il mercato del lavoro e per motivi demografici. I ministri degli Esteri e della Giustizia – Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede – hanno annunciato la definizione di un decreto con il quale sarà istituita una lista di 13 paesi d’origine da considerarsi “sicuri” ai fini del riconoscimento del diritto d’asilo. Si tratta di Marocco, Algeria, Tunisia, Albania, Bosnia, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senegal, Serbia e Ucraina.

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News - Italia

di Božidar Stanišić da balcanicaucaso.org del 01/10/2019 - È uscito recentemente Romanzo di Londra di Miloš Crnjanski, uno dei maggiori scrittori dell'ex Jugoslavia e dell'Europa del '900, emigrato a Londra dal 1940 al 1965. Una recensione di Božidar Stanišić, autore della postfazione. Sostengo, come altre volte, che sui miei incontri, sulla mia corrispondenza o sui colloqui con gli editori italiani potrei scrivere un romanzo documentario. Un’opera, naturalmente, tragicomica e, suppongo, del tutto inutile. Neppure le traduzioni dei due volumi di Migrazioni, o del poema Lamento per Belgrado, o del Diario di Čarnojević rappresentavano un’argomentazione abbastanza convincente per i miei tentativi di far uscire di Miloš Crnjanski in italiano - fra gli altri inediti - le sue opere Dalla terra degli Iperborei e Libro su Michelangelo.

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News - Europa

di Marco Macciantelli da Articolo1MDP del 27/9/2019 - Se vogliamo essere lievito di una cosa nuova forse è giunto il momento di pensare non più a una parte, la nostra, ma al tutto, all’insieme delle forze, politiche e civiche, che possono comporre l’arco di un nuovo centrosinistra. Si può fare una politica che assuma un rilievo anche partendo dal piccolo; importante è non coltivare visioni minoritarie. Il centrosinistra, sospinto più dalle circostanze che da un progetto, è comunque entrato in una fase nuova. Il primo centrosinistra fu quello dell’inizio degli anni Sessanta. Il secondo quello della seconda metà degli anni Novanta. Ora, l’occasione per immaginare, per dir così, un terzo tempo, guardando, non al passato, ma al prossimo decennio.

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News - Italia

di Jacopo Custodi da MicroMega del 8/10/2019 - Sul confine ovest del continente europeo, il Portogallo vive una situazione politica in netta controtendenza rispetto a gran parte dei paesi europei: la sinistra, inclusa quella radicale, è forte e influente nel paese. Ma da chi è composta questa sinistra portoghese, poco conosciuta all’estero, che è stata capace di concentrare il dibattito nazionale su temi sociali e ambientali? Il 6 ottobre 2019 in Portogallo si sono svolte le elezioni parlamentari, dopo quattro anni di geringonça (l’“accozzaglia”), durante i quali il Partito Socialista, di centro-sinistra, ha governato in minoranza grazie ad un’alleanza parlamentare con la sinistra radicale, composta dai comunisti del PCP, dai verdi del PEV e dal Bloco De Esquerda.

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News - Europa

di Nicole Corritore da BalcaniCaucaso del 03/10/2019 -  Silvia Maraone, project manager di IPSIA, Ong delle ACLI, lavora lungo la rotta balcanica da più di tre anni. Un'intervista in cui fa un quadro completo della difficile situazione, soprattutto in Bosnia Erzegovina, dove il flusso di persone che cercano di arrivare nell'Ue è in aumento. La “rotta balcanica” continua ad essere attraversata da un ingente flusso di persone... Quest’anno, così come lo scorso anno, la rotta balcanica è stata la rotta prioritaria di ingresso verso l’Unione europea. Già dall’anno scorso, con la chiusura della rotta centrale del Mediterraneo il numero delle persone che partono dalla Libia verso Lampedusa è calato, come è in calo lungo la rotta occidentale cioè verso la Spagna.

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News - Europa

di Caterina Sarfatti da Italianieuropei del 2/10/2019 - Il cambiamento del clima non è più una questione che riguarda il fu¬turo. Anzi, si potrebbe sostenere che è ormai cosa del passato. Come afferma Greta Thunberg – l’attivista sedicenne che ha avuto il merito di avviare quello straordinario movimento globale che ha preso il nome di Fridays for Future – la questione del nostro tempo non è più il climate change: quello che stiamo vivendo ora è invece una vera e propria crisi climatica. Lo storico rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) – il foro scientifico delle Nazioni Unite che studia il riscaldamento globale –, uscito nel 2018, sostiene infatti che il glo¬bo terrestre è già più caldo di 1 °C rispetto all’epoca preindustriale, che gli impatti del clima mutato sono già visibili e che abbiamo sola¬mente dodici anni per evitare la catastrofe climatica.

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News - Mondo

da Sbilanciamoci del 18/9/2019 - L’obiettivo dell’UE al 2030 consiste nella riduzione del 40% di emissioni climalteranti. Per raggiungerlo i governi, Italia compresa, dovrebbero adottare piani per la transizione alla mobilità sostenibile, privilegiando il trasporto pubblico locale. Gli ultimi due rapporti dell’IPCC dell’ONU e la mobilitazione di Fridays for Future hanno rilanciato l’allarme sulla catastrofe climatica a cui andiamo incontro, ma le scelte delle classi politiche mondiali sono tutt’altro che adeguate a salvare il nostro futuro. L’obiettivo dell’UE al 2030 consiste nella riduzione del 40% di emissioni climalteranti – obiettivo insufficiente – tramite l’approvazione da parte di ogni Stato membro di un Piano nazionale Energia e Clima che programmi dettagliatamente una serie di misure settoriali per la riduzione delle emissioni.

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News - Mondo

di Daniel Tanuro da JacobinItalia del 19/9/2019 - Gli studi dicono che per evitare il disastro ambientale le emissioni globali debbano essere più che dimezzate. I capitalisti negano l’evidenza. O giocano agli apprendisti stregoni proponendo soluzioni tecnologiche improbabili.
L’attualità ci parla non di una mera «questione», ma di una «urgenza» ecologica. Il programma internazionale Geosfera-biosfera ha identificato dieci parametri ambientali dello sviluppo umano e dieci soglie di sostenibilità. In quattro di questi dieci ambiti i limiti sono già stati superati (il ciclo dell’azoto, la riduzione della biodiversità, la concentrazione di gas a effetto serra nell’atmosfera e l’erosione del suolo). In altre parole, la catastrofe è già in corso.

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News - Economia

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