Apertamente

di Marco Almagisti e Paolo Graziano da Italiani Europei del 9/1/2017 - In gran parte dei paesi europei, sia dal punto di vista delle linee programmatiche seguite che sotto il profilo della leadership, si possono identificare due sinistre: per quanto riguarda i programmi, è evidente come si sia sviluppata una frattura crescente tra una sinistra sostenitrice dello sviluppo a prescindere dalle modalità con cui esso si articola, e una più attenta a conciliare sviluppo ed equità sociale, anche a costo di produrre un maggior attendismo decisionale. Sotto il profilo della leadership, a causa della crescente personalizzazione della politica, nei partiti socialisti europei si stanno scontrando, o si sono in vario modo scontrate, personalità antiche e nuove.

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News - Italia

di Maurizio Ambrosini da LaVoce.info del 10/1/2017 - Il ministro dell’Interno ha annunciato un giro di vite nelle politiche dell’immigrazione, promettendo più espulsioni e la riapertura dei Cie. Può apparire una svolta ragionevole, ma non lo è. È facile prendersela con gli immigrati irregolari, si rischia però di perdere di vista i problemi reali. Le prime mosse del governo Gentiloni. Mentre proseguono meritoriamente i salvataggi in mare (180mila nel 2016, + 18 per cento rispetto al 2015), il primo atto del governo Gentiloni – e segnatamente del nuovo ministro dell’Interno, Marco Minniti – nel campo delle politiche dell’immigrazione va nella direzione dell’inasprimento. Sembra un messaggio rivolto a raccogliere gli umori prevalenti nell’opinione pubblica.

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News - Mondo

di Claudio Mezzanzanica da Sbilanciamoci.info del 9/1/2017 - La manipolazione dei tassi di riferimento appare come un’azione sistemica da parte del mondo finanziario. Una sinistra capace di pensare all’Europa avrebbe dovuto guidare una battaglia per il risarcimento del maltolto. Dal 2005 al 2009 il tasso Euribor è stato falsificato da quattro banche : Deutsche Bank,Royal Bank of Scotland, Société Général, Barclays. L’Euribor, il tasso a cui sono legati i mutui dei cittadini europei, è stato alterato con accordi tra le quattro banche al fine di avere maggiori utili. Solo in Italia dei trenta miliardi di interessi pagati in quel periodo sui mutui erogati, si stimano che tre non fossero dovuti. Su scala europea il totale ammonterebbe a circa venti miliardi.

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News - Economia

da Il Campo delle Idee - Nel periodo gennaio-ottobre 2016 sono stati venduti 121,5 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi dieci mesi del 2015, pari al 32,3 per cento (nei primi dieci mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 67,6 per cento). In allegato il documento dell'Inps con tutti i dati. Gli ultimi dati dell’Inps sui voucher dimostrano che bisogna assolutamente rimettere le mani sul jobs act e che la precarizzazione indotta dagli errori commessi sta dilagando. Basti pensare che nel periodo gennaio-ottobre 2016 sono stati venduti 121,5 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi dieci mesi del 2015, pari al 32,3 per cento (nei primi dieci mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 67,6 per cento).

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News - Economia

da Il Campo delle Idee - Ci siamo raccontati e accontentati di un racconto secondo il quale abbiamo fatto piccoli passi, ma sulla strada giusta. Non è così. La verità è che dobbiamo discutere e capire come fare passi in avanti su una strada diversa, un’altra strada, perché quella che abbiamo imboccato e continuiamo a seguire è sbagliata. Se il Pd e il campo progressista restano sul piano di un blairismo nato in altre fasi, rimasticato e ormai esausto, o se ci si mette sulla strada di un populismo a bassa intensità, si va a sbattere contro un muro. Le scorie lasciate dal ripiegamento della globalizzazione, la disunione europea, i problemi strutturali italiani impongono un ripensamento complessivo.

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News - Italia

di Maria De Paola da LaVoce.info del 9/1/2017 - A partire dal 2009, il numero di italiani che emigrano all’estero è aumentato in maniera considerevole. Si tratta per lo più di giovani istruiti in cerca di prospettive migliori di quelle offerte dal nostro paese. Ma per le regioni del Sud le conseguenze possono essere particolarmente negative. Identikit di chi emigra. Le prospettive di reddito degli individui dipendono molto da quelle dell’area geografica in cui vivono. Secondo alcune stime il luogo di nascita spiega circa il 60 per cento del reddito individuale. Difficile crescere in un paese o in un’area geografica che non si sviluppa. Lo spazio già ristretto riservato all’iniziativa personale si riduce ancora di più in un paese a bassa mobilità intergenerazionale come il nostro.

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News - Italia

di Chiara Maritato da Osservatorio Balcani e Caucaso del 9/1/2017 -  La Turchia del dopo golpe si delinea sempre di più come un paese spaccato, in cui tutti devono schierarsi tra gli "eroi" per non venir classificati come "traditori". Un'analisi. Nell’estate del 2011, mentre passeggiavo insieme a due amici in un parco di Esfahan, in Iran, si presentò a noi un signore di mezza età. Dopo averci raccontato, in perfetto italiano, dei suoi studi in Italia, aggiunse: “Sapete, qui all’inizio pensavamo che tutto questo non sarebbe durato che un paio di anni… e invece, ora siamo quasi a trentatré.” Non aggiunse altro e sparì, veloce com’era arrivato. Più volte ho ripensato all’amarezza di quel signore di Esfahan che si rattristava per non aver saputo decifrare quanto era accaduto nel suo paese. Rivoluzionario o no, il quotidiano è un punto di partenza fallace per decifrare il futuro.

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News - Mondo

di Alfio Mastropaolo da Sbilanciamoci.info del 30/12/2016 - Lo scenario politico del dopo referendum ha mostrato un elettorato sempre più instabile e arrabbiato. Tra la scommessa persa del Pd di Renzi e l’avanzata dei populismi di destra, spicca l’assenza della sinistra
1. Le molte ragioni del no. Le ragioni del successo del no al referendum dello scorso 4 dicembre sono tante. E tanti i suoi significati. La matassa è ardua da dipanare, tenuto conto che coloro che hanno respinto la riforma Renzi/Boschi non avevano tutti le stesse motivazioni. In più, è presumibile che in molti più motivazioni si intreccino.

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News - Italia

di Andrea Baranes da Sbilanciamoci.info del 22/12/2016 - Secondo alcune stime servirebbero 50 miliardi per coprire le svalutazioni sui crediti nei bilanci delle banche. Ma il punto è non aspettare la prossima tempesta, ma iniziare a cambiare rotta
“Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Monte dei Paschi si è abbattuta la speculazione ma è un bell’affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand”. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, al Sole 24 Ore, 22 gennaio 2016. Quindi il problema era la speculazione. Era esterno. La banca in sé era solida. E parliamo non di decenni fa, ma dell’inizio di quest’anno. Una banca risanata, che dopo pochi mesi si trova sull’orlo dell’abisso.

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News - Economia

di Paolo Balduzzi da LaVoce.info del 20/12/2016 - Camera e Senato non hanno mai avuto leggi elettorali identiche. Con quali effetti sui risultati? Il proporzionale ha minimizzato le possibili differenze, il premio di maggioranza su un impianto proporzionale le ha esasperate. Quando è nato il problema delle maggioranze diverse tra le due camere. Le differenze teoriche. Tutti sembrano concordare sul fatto che Camera e Senato debbano avere leggi elettorali omogenee, al di là delle differenze sul contenuto delle norme. Ma quanto simili sono state nella storia della Repubblica italiana le leggi per l’elezione dei due rami del parlamento? E che effetti hanno avuto le differenze sull’esito elettorale? Ricostruiamo ciò che è successo in Italia dal 1992 in poi.

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