Apertamente

di Pasquale Ferrara da Italiani Europei del 13/7/2017 - La parola d’ordine, in questa nuova e difficilissima fase della vita dell’Unione europea, è “integrazione differenziata”. Un ossimoro che segna un cambiamento radicale nel discorso relativo al processo di integrazione del continente, che non punterebbe più, come avvenuto finora, verso obiettivi comuni e il traguardo della condivisione della sovranità, ma si adagerebbe sugli effimeri vantaggi di una diversificazione strutturale della dinamica europea. Di questo disallineamento, e della conseguente, oggettiva difficoltà di “recuperi” futuri, è difficile rallegrarsi. Soprattutto perché in tal modo non si offrirebbe una soluzione definitiva ed efficace ai dilemmi e alle crisi che attanagliano l’Unione.

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News - Europa

di Daniele Conversi e Luis Moreno da MicroMega del 22/7/2017 - Resa popolare dal Nobel per la chimica Paul Crutzen per designare un nuovo periodo geologico separato dall' Olocene (ultimo periodo geologico dell'era Quaternaria), la nozione di Antropocene ci richiama all'impatto determinante, permanente e irreversibile del comportamento umano sulla superficie terrestre. Nel suo libro tradotto in italiano come Benvenuti nell'Antropocene, Crutzen argomenta che le prove per stabilire l'inizio del nuovo periodo sono già visibili sia nelle rocce, in forma di isotopi nucleari, sedimenti, scorie, particelle di alluminio, cemento, plastica e carbone, sia negli oceani e nelle zone costiere, con l'innalzamento del livello del mare conseguente allo scioglimento dei ghiacci.

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News - Mondo

di Antonio Ciniero da Sbilanciamoci.info del 18/7/2017 - La sentenza dello scorso 13 luglio che ha riconosciuto il reato di riduzione in schiavitù a carico di alcuni imprenditori agricoli è il punto di arrivo di un cammino iniziato nel 2011, con lo sciopero dei braccianti alloggiati all’interno della masseria Boncuri a Nardò. In Italia ci sono uomini ridotti in schiavitù. Parte del lavoro agricolo stagionale del nostro paese, quello che fa crescere il nostro PIL, che permette l’esportazione e il consumo dei prodotti del made in Italy sulle tavole nostre e su quelle di mezza Europa, si basa anche su un lavoro “schiavile”. A sostenerlo non è uno dei tanti allarmi lanciati da qualche inchiesta giornalistica, non è la presa di posizione di una ONG o sigla sindacale.

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News - Italia

di Matteo Zola da Easy Journal del 12/07/2017 - Ci sono parole in cui si racchiude un tesoro, forziere di orizzonti in cui si trova un’eredità inesauribile, ricchezza da spendere e dissipare, perché è la ricchezza della speranza. Questo è quanto ci hanno lasciato due uomini, tra loro diversi, che forse mai si sono conosciuti: Luca Rastello e Alexander Langer. Se ne sono andati entrambi, in modi diversi, in questi primi giorni di luglio, ed entrambi sono costante ispirazione e modello per molti di noi, e per questo vogliamo ricordarli insieme. Con la loro fragile tenacia hanno spinto lo sguardo oltre gli steccati e i muri che gli uomini e la storia hanno costruito, cercando di costruire ponti, di alleviare la pena, di descrivere e individuare una via d’uscita, un’alternativa. Le guerre balcaniche sono state il loro crocevia.

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News - Cultura

di Fausto Panunzi da LaVoce.info del 7/7/2017 - La globalizzazione genera perdenti e il welfare state non è capace di rispondere alla loro domanda di protezione. A fornire ricette semplici sono i movimenti populisti, di destra e di sinistra. L’Italia sembra terreno fertile per vederne l’affermazione. I perdenti della globalizzazione. In un suo recente saggio Dani Rodrik, economista della Harvard University, discute dei rapporti tra la globalizzazione e la nascita di movimenti politici populisti.
I primi movimenti definiti populisti risalgono agli Usa alla fine del 1800 in seguito all’introduzione del Gold Standard. Oggi Rodrik denota come tali, tra gli altri, Syriza e Podemos in Europa, Donald Trump negli Usa e più in generale i movimenti che si oppongono alla globalizzazione nelle sue varie forme, che si dicono anti-establishment e che spesso hanno un debole per i governi autoritari.

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News - Europa

di Pierluca Merola da EastJournal del 24/7/2017 - Lo scorso 13 luglio in Vaticano la commissione d’inchiesta mista, composta da croati cattolici e serbo-ortodossi, ha terminato i lavori sulla figura, tuttora estremamente controversa, di Alojzije Stepinac. La chiesa cattolica croata, da circa 20 anni, attende la canonizzazione di una delle personalità più significative della sua storia, arcivescovo di Zagabria e primate di Croazia dal 1937 al 1960, condannato da un tribunale partigiano in quanto “collaborazionista ustascia” nell’ottobre 1946. Vissuto a cavallo della Seconda guerra mondiale attraverso Regno di Jugoslavia, Stato Indipendente Croato e Jugoslavia socialista, la vita dell’arcivescovo croato presenta ancora diversi punti oscuri legati al suo rapporto con il regime ustascia di Ante Pavelić.

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News - Europa

di Carlo Scarpa da LaVoce.info del 24/7/2017 - La romana Acea condivide gli stessi problemi di tante altre imprese italiane simili: un azionista pubblico e la retorica secondo la quale l’acqua deve costare poco. Il razionamento idrico di Roma è il fallimento dell’acqua pubblica in questo paese. Non è solo una storia romana. Anche se non piove, non c’è nessuna ragione per la quale Roma dovrebbe rimanere a secco. Una città previdente mette in atto tutte le misure per evitare eventi estremi del genere. E invece no. Ci sono tante chiavi di lettura per questo ennesimo episodio di cattiva gestione della cosa pubblica nel nostro paese.

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News - Italia

di Andrea Bernardoni, Antonio Picciotti da Sbilanciamoci.info del 5/7/2017 - Le imprese sociali possono contribuire rendere l’Italia più equa e meno diseguale. Il focus nel libro di Andrea Bernardoni e Antonio Picciotti pubblicato da Franco Angeli
Jacopo ha dieci anni, capelli castani, occhi marroni, suona il violoncello, pratica atletica e odia il calcio. Aurora ha anche lei dieci anni, capelli ricci castani, grandi occhi scuri, fa danza classica, gioca a pallavolo e adora stare insieme ai nonni. Niccolò sette anni, capelli biondi, occhi verdi e un sorriso beffardo stampato in viso, gioca a calcio ed ama le costruzioni Lego. Jacopo, Aurora e Niccolò sono nati tra il 2007 ed il 2010, negli stessi anni in cui ha avuto inizio la grande crisi globale di cui, ancora oggi, paghiamo le conseguenze. Quando guardiamo le foto dei loro compleanni e delle estati trascorse con spensieratezza al mare, ci rendiamo conto di quanto siano cresciuti e di come sia stata lunga e profonda la crisi.

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News - Economia

di Carlo Clericetti da Repubblica del 1/7/2017 - Gli economisti discutono se l’allungamento dell’età pensionabile riduca le nuove assunzioni. Ma il punto è se si sceglie come obiettivo la piena occupazione o si accetta un’organizzazione sociale che sconta che ci siano disoccupati. “E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”. Le parole del Papa hanno rilanciato un dibattito che impegna da tempo economisti, politici e sindacalisti. Gli anziani tolgono il lavoro ai giovani? Le due posizioni contrapposte, di chi ne è convinto e di chi lo nega, hanno ancora i loro militanti, specie tra gli economisti con indefettibili convinzioni ideologiche (come il direttore dell’Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi), ma oggi sembrano tendere a un compromesso, come mostra nella sua ottima rassegna sull’argomento Nicola Salerno (economista che lavora all’Ufficio parlamentare di bilancio).

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News - Economia

di Alfio Mastropaolo da Sbilanciamoci.info del 5/7/2017 - Un’analisi delle recenti tornate elettorali in Italia, Francia e Regno Unito conferma il successo del voto di protesta e rivela l’affermazione di una nuova forza “politica”: il fronte degli ammutinati
I significati delle parole e dei gesti notoriamente cambiano. Nello spazio e nel tempo. Tra i gesti e le parole e i gesti che stanno attualmente cambiando di significato c’è pure il voto. Che è già cambiato altre volte. Una cosa era il suo significato iniziale, quando il suffragio era ristretto, e il voto era una testimonianza di deferenza, o d’amicizia, di un pugno di elettori nei confronti di un notabile, un’altra cosa è divenuto il voto al tempo del suffragio universale.

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