Apertamente

di Francesco Martino da Balcani e Caucaso del 28/11/2017 - La presenza cinese nei Balcani è in crescita, soprattutto nel quadro della sua "Belt and Road Initiative" - la nuova Via della Seta tra Oriente e Occidente - che offre opportunità, ma anche rischi. Un'intervista all'analista Jens Bastian. La “Belt and Road Initiative - BRI" (vedi box) è uno dei progetti più ambiziosi promossi dal governo di Pechino. Qual è il ruolo della cosiddetta “Via della Seta Balcanica” nel più ampio contesto dell'iniziativa?
In generale, le attività cinesi nell’emergente “Via della Seta Balcanica” sono ben accolte dai politici dell’Europa sud-orientale. Nonostante i visibili progressi registrati dalle compagnie cinesi nella regione, il punto di riferimento per l’economia di questi paesi rimane – per il momento – l’Unione europea, ancora e di gran lunga la principale fonte di investimenti esteri, scambi commerciali e assistenza allo sviluppo della regione.

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News - Mondo

di Guglielmo Ragozzino da Sbilanciamoci.info del 23/11/2017 - 15 mila scienziati di 184 paesi hanno sottoscritto un solenne messaggio sullo stato del pianeta, invitando l’umanità a cambiare modello di vita per evitare “una perdita catastrofica di biodiversità”. “Presto sarà TROPPO TARDI…” Il 13 novembre Le Monde, importante quotidiano francese, poco disponibile al sensazionalismo, apre la sua prima pagina con il titolo, a caratteri di scatola, che abbiamo tradotto. L’occhiello è drammatico: “Grido d’allarme di 15.000 scienziati per salvare il pianeta”. Sotto un lungo catenaccio che spiega come 15.000 scienziati di 184 paesi abbiano sottoscritto un solenne messaggio sullo stato del pianeta. Essi invitano l’umanità a cambiare modello di vita per evitare “una perdita catastrofica di biodiversità”. Il riscaldamento climatico e la deforestazione mostrano come il degrado dell’ambiente naturale abbia cause umane.

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News - Mondo

di Paolo Balduzzi da LAVoce.info del 28/11/2017 - La nuova legge elettorale ha imposto un ridisegno dei collegi. Che risponde in primo luogo ai cambiamenti demografici. Ma c’è anche un tentativo di influenzare il risultato del voto? Ecco cosa emerge dalla rinnovata geografia dei nostri rappresentanti. I criteri della delega. L’approvazione della nuova legge elettorale (legge 165/2017) ha comportato il ridisegno dei collegi elettorali di Camera e Senato. Operazioni di questo tipo hanno decisamente un carattere tecnico, ma possono essere accompagnate da tentativi di influenzare l’esito del voto attraverso la divisione e ricompattazione di gruppi elettorali omogenei (cosiddetto “gerrymandering”). È quindi fondamentale che il procedimento sia sottoposto al vaglio di commissioni indipendenti e che sia il più trasparente possibile.

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News - Italia

di Stefano Lusa da Balcani Caucaso del 15/11/2017 - Domenica scorsa il secondo turno delle presidenziali. Riconferma per l'uscente Borut Pahor che deve però faticare più del previsto. La vittoria alle presidenziali più striminzita nella storia della repubblica: Borut Pahor 52,93% e Marjan Šarec 47,07%. Pahor comunque può gioire: solo Milan Kučan, il primo capo dello stato della Slovenia indipendente, è rimasto in carica per due mandati. Quella di Pahor doveva essere la cronaca di una vittoria annunciata. L’ex leader dei socialdemocratici non aveva reali contendenti. Contro di lui non erano scesi in campo i grossi calibri della politica slovena.

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News - Europa

di Claudia Bettiol da East Journal del 15/11/2017 -  Da CHERNOBYL, UCRAINA – A più di trent’anni dalla catastrofe nucleare che l’ha resa famosa, la Zona di esclusione di Chernobyl è oggi meta di turismo estremo, che non raggiunge ancora quello di massa, ma poco ci manca. Una destinazione insolita, per non dire pericolosa, considerando la radioattività che continua ad avvolgere la Zona. Eppure la vita in queste città-fantasma continua. Quando il lavoro non manca. Il territorio, un’area di trenta chilometri che circonda la centrale nucleare conosciuta come la “Zona di esclusione” (o semplicemente “Zona”), è contaminato in modo diseguale.

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News - Mondo

di BRANKO MILANOVIC da MicroMega del 18/11/2017 - Pubblichiamo il capitolo “Dieci brevi riflessioni sul futuro della globalizzazione e della disuguaglianza di reddito” dal libro “Ingiustizia globale. Migrazioni, disuguaglianze e il futuro della classe media” del grande studioso di diseguaglianza sociale Branko Milanovic, appena uscito per Luiss University Press, che ringraziamo per la gentile concessione. 1. Quali forze modelleranno la disuguaglianza globale in questo secolo? Le due forze che modelleranno la disuguaglianza globale sono la convergenza economica e le onde di Kuznets. Le prospettive verso la convergenza, o il fenomeno che vedrà l’Asia raggiungere il passo economico dell’Occidente, sembrano solide. Se anche la crescita della Cina dovesse avere un andamento con alti e bassi, gli elevati tassi di crescita economica di almeno alcuni dei paesi popolosi dell’Asia come l’India, l’Indonesia, il Bangladesh, la Thailandia e il Vietnam proseguiranno il loro corso.

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News - Economia

di Marco Miccinatelli da ArticoloUno MDP del 24/11/2017 - C’era una volta il bipolarismo. Sorto a seguito dell’implosione del sistema fondato sull’unità politica dei cattolici, da ultimo nel formato dell’alleanza di pentapartito, ovvero del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani). Sotto la spinta della questione morale, ovvero della questione giudiziaria, quel modello implode, aprendo una transizione che, dopo un quarto di secolo, non ha ancora raggiunto un punto di approdo. Il bipolarismo, sinché ha retto, ha avuto a proprio favore due rinforzi legislativi: la legge 25 marzo 1993, n. 81, relativa all’elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia (sino a quando c’è stato); e la legge Mattarella, dal nome del suo relatore, l’attuale presidente della Repubblica, poi ribattezzata, da Giovanni Sartori, Mattarellum, risalente al 4 agosto 1993, in esito del referendum del 18 aprile 1993.

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News - Italia

di Maurizio Ambrosini da LaVoce.info del 24/11/2017 - È cambiata la percezione che i cittadini europei hanno dell’immigrazione. Soprattutto in Italia la visione patologica del fenomeno ha vinto sul piano culturale e comunicativo. I motivi sono da ricercare nella crescente fragilità economica e sociale. Chi ha paura degli immigrati? Un recente tweet del politologo Ian Bremmer ben fotografa la crescita della preoccupazione delle opinioni pubbliche europee nei confronti dei complessi fenomeni a cui diamo il nome di immigrazione. Nel 2012, a pensare che l’immigrazione rappresentasse un grandissimo problema era il 12 per cento della popolazione in Francia, il 9 per cento in Germania, il 3 per cento in Italia e l’8 per cento in media nell’Unione europea. Nel 2017, il dato resta quasi invariato in Francia (14 per cento), ma in Germania schizza al 37 per cento e in Italia al 36, contribuendo a portare la media europea al 22 per cento.

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News - Mondo

di Nicola Del Duce da Il Campo delle Idee del 14/11/2017 - Gli ultimi dati sul Belpaese non rispecchiano i toni trionfalistici del Governo e della sua maggioranza. Istat, Commissione europea e Fmi, presentano, ciascuno per conto proprio, alcuni dati sulle attività economiche del nostro Paese, mettendo in luce le ombre nascoste nel futuro prossimo. Cominciamo dai dati presentati dall’Istat il 10 novembre scorso sulla produzione industriale che scende dell'1,3% rispetto ad agosto. L’indice resta complessivamente positivo nel terzo trimestre e nel tendenziale su base annua. Un segno meno nella produzione industriale che si manifesta per la prima volta dopo quattro mesi.

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News - Italia

di Anna Donati da Sbilanciamoci.info del 7/11/2017 - Con il decreto del 4 agosto 2017 i Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile diventano un obbligo per tutte le città italiane. Si apre una stagione interessante per ripensare le città, una occasione da non sprecare
Con il Decreto 4 agosto 2017 (pubblicato sulla GU n.233 del 5 ottobre 2017) a firma del Ministro per le Infrastrutture e di Trasporti Graziano Delrio, i Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS diventano un obbligo per tutte le città italiane. Infatti l’obiettivo è l’applicazione “omogenea e coordinata” di Linee Guida per la redazione dei PUMS su tutto il territorio nazionale. Inoltre per le città metropolitane diventa uno strumento necessarie per accedere ai finanziamenti e per gli interventi per il trasporto rapido di massa, come Sistemi ferroviari Metropolitani, Metro e Tram.

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Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile.
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