Apertamente

di Jean-Arnault Dérens, Simon Rico da BalcaniCaucaso del 05/12/2019 - La denuncia, fortissima, è arrivata ieri da parte della Commissaria per i diritti umani del Coe Dunja Mijatović: "Va chiuso. Qui della gente morirà". Un reportage dal campo migranti di Vučjak, Bosnia Erzegovina. Ognuno si è coperto come meglio ha potuto. Alcuni si sono messi una coperta sulle spalle, un uomo tiene in mano uno strano ombrello verde. Tutti portano uno zaino sulle spalle e un piumino a tracolla. Si congedano brevemente dai loro compagni che restano nel campo di Vučjak. Sono 25 i migranti che questo pomeriggio nebbioso partiranno verso il confine croato, raggiungibile in meno di un’ora di cammino, per tentare “the game”, ovvero l’attraversamento, molto rischioso, del confine con la Croazia, ed entrare nell’UE.

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News - Europa

di Alfio Mastropaolo da Sbilanciamoci del 5/12/2019 - Specchio della diseguaglianza economica è quella politica, anche dall’abbandono dei partiti, in particolare di sinistra, ormai dediti alla rappresentanza occasionale, dell’attività di fidelizzazione degli elettori, e manutenzione democratica. Alle radici del populismo, ma anche dei “gilet jaunes” e delle sardine. Da qualche anno a questa parte – era ora! – il tema della disuguaglianza socioeconomica è tornato all’ordine del giorno. Si è accumulata una letteratura imponente, su cui internazionalmente spicca il contributo di Thomas Piketty, ma alla quale in Italia hanno offerto contributi di pregio Maurizio Franzini, Elena Granaglia, Mario Pianta, Michele Raitano e altri ancora.

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News - Italia

di Fulvio Iannacco da Left del 6/12/2019 - del Pensare a Gramsci nella Roma e nell’Italia di oggi, in mezzo al frastuono televisivo che continuamente fanno i “principi” di oggi, è un’attività della mente che per me, o per alcuni, o forse per molti di noi, oggi si connette a un dolore che in verità non è immediatamente comprensibile. Quasi lo vorresti schivare, ti accorgi che vorresti pensare ad altro. Si sono fidati di te chiedendoti di parlare, e a te sembra di avere la testa del tutto vuota. Vorresti aver declinato l’invito: tentare di evitare il dolore sembra infatti che sia una naturale propensione della mente.

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News - Cultura

di Chiara Affronte da StrisciaRossa del 16/11/2019 - C’era “tutto” in piazza Maggiore ieri sera: c’era gente di tutte le età, c’era Lucio Dalla che risuonava dalle casse a ricordare com’è profondo il mare, c’era Bella ciao intonata da vari angoli della piazza, c’erano dodicimila persone felici e pacifiche, tenaci nel ribadire che “Bologna non si lega”. Chissà cosa ne pensa Luca Morisi – il guru tecnologico di Matteo Salvini – del successo di questo appuntamento nato spontaneamente dall’idea di quattro trentenni che hanno usato Facebook per chiamare a raccolta la città a fare da contraltare al comizio del leader della lega a Bologna: nessun algoritmo studiato a tavolino, nessun software speciale, ma solo il passaparola di pochi giorni, a ricordare che i social network possono seminare gioia invece di odio, se a usarli è chi l’odio lo vuole combattere.

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News - Italia

di Monica Bedana da Left del 15/11/2019 - Alle 22 del 20 ottobre 2019 gli orologi del Cile, in un paranoico viaggio a ritroso nel tempo, hanno iniziato a segnare la stessa ora illegale del 1973: quella del coprifuoco. Il più grande poeta cileno vivente, Raúl Zurita, di famiglia italiana, voce indomita ed essenziale per capire ogni società ispanoamericana dalle dittature a oggi, definisce il proprio Paese «arrivista, egoista, insolidale, culturalmente sottomesso». Perché l’Italia non sa nulla e non dice nulla del Cile odierno, di quella terra in cui vive quasi un milione di discendenti italiani dei nostri emigrati di fine Ottocento? Perché il Parlamento europeo boccia la proposta di dibattito su quanto sta accadendo a Santiago?

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News - Economia

di Miguel Gotor da StrisciaRossa del 2/12/2019 - «Chi sarà l’Allende italiano?». Il dialogo tra Berlinguer e Moro. Sempre in ambito internazionale, l’assassinio in Cile, l’11 settembre 1973 del presidente socialista della Repubblica Salvador Allende e la presa del potere da parte del generale Augusto Pinochet, con un colpo di Stato sostenuto dall’amministrazione statunitense repubblicana, scossero l’opinione pubblica nazionale. In molti erano persuasi che una simile sorte autoritaria sarebbe toccata anche all’Italia e i principali quotidiani cominciarono a chiedersi «Chi sarà l’Allende italiano?». Tra i possibili candidati allo scomodo ruolo, il nome più gettonato era quello del comunista Berlinguer o, in alternativa, del democristiano Moro.

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News - Mondo

di Francesca Mannocchi da ItalianiEuropei del 3/12/2019 - Trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino, i confini in Europa hanno modificato la portata simbolica, la forma, hanno mutato la natura del proprio escludere e la paura che li genera. E, contraria­mente a quanto saremmo portati a pensare, si sono moltiplicati. In un libro di George Perec, “Specie di spazi”, una citazione di Jean Tardieu parla dell’al di là dei muri, chiedendosi: «Dato un muro, cosa succede dietro?». In questa frase di Tardieu c’è insito tutto il cambiamento della grammatica del confine degli ultimi trent’anni.

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News - Europa

di Daniela Chironi, Mario Pianta da Sbilanciamoci del 13/11/2019 - L’analisi del voto nel periodo che va dal 1994 al 2018 evidenzia come le disuguaglianze abbiano un peso rilevante sui comportamenti elettorali. Il voto alla Lega è legato all’impoverimento delle classi medie, quello ai Cinque Stelle all’aumento di povertà e precarietà. Le elezioni regionali del gennaio prossimo in Emilia Romagna e Calabria saranno una prova importante per l’ascesa della destra guidata dal leader della Lega Matteo Salvini, dopo i suoi successi alle elezioni in Umbria e in quelle europee del maggio 2019. Insieme agli effetti delle campagne politiche e di comunicazione, è importante valutare quali siano i fattori economici che si associano ai comportamenti elettorali.

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News - Italia

di Fabio Fiori da BalcaniCaucaso.org del 15/11/2019 - Trieste, il suo golfo, Miramare e sopratutto il suo vento: la Bora. Un vento a volte mite a volte impetuoso, del quale si possono sentire la voce e l'odore. Continua la nostra esplorazione dell'Adriatico, mare che accomuna. Quale è il regalo più bello che il Golfo di Trieste può offrire al viandante? sempre che appartenga alla genia degli anemofili, gli innamorati del vento. La Bora ovviamente, “Visitatore sgarbato e violento, per cui la città sta sempre sul chi vive”, avverte Giani Stuparich che negli anni Venti del Novecento gli ha dedicato pagine vibranti come la protagonista. La Bora è un mito adriatico, con un posto d'onore in tutti i portolani mediterranei e anche nella “Guide des vents marins”, una sorta di breviario eolico illustrato di Chasse-Marée, rivista culto della Francia marinara.

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News - Italia

di Božidar Stanišić da BalcaniCaucaso.org del 08/11/2019 - Una riflessione, amara e sofferta, ma lontana da sentimenti nostalgici, sull'89 e sui trent'anni trascorsi dalla caduta del Muro di Berlino. All’epoca della caduta del Muro di Berlino vivevo in Jugoslavia, in una piccola città della Bosnia. Quel 9 novembre 1989 suonò il telefono e quando alzai la cornetta sentii la voce di un mio amico. “Sai cosa sta accadendo?”, mi chiese. Non feci nemmeno in tempo a rispondere che egli proseguì. “Accendi la televisione, il Muro sta cadendo!” “Solo un muro?”, gli chiesi scherzoso. Ogni tanto racconto questo aneddoto – che appartiene ad un altro tempo e ad un altro luogo – durante le presentazioni dei miei libri in Italia, suscitando talvolta conversazioni, seppur brevi. Me ne ricordo alcune.

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